Ti peso
raramente il mio vuoto
costituscie il pesiero
velocemente
il mondo mi gira intorno
avvolto da immagini veloci
sfrecciano palazzi e cemento
io li nel centro
quasi piegato mani nei capelli
stretto nella morsa della mia vita
frenesia incapacità mentale
soffocanti immagini
di un grido
ribellione per un amor propio cancellato
sono un sasso nella bilancia
incredulo destino
forgia paure
di non valer quel peso
di intraprendeza corrotta
per un sì avrei detto mille no
trappola in città
io ti peso e ti ripeso
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Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi24 aprile 2010
Mi affascina in modo particolare il "peso" delle emozioni e dei sentimenti. Se dovessimo confrontare il peso di coppie di sentimenti, sono convinta dell'impossibilità di ottenere un perfetto bilanciamento. Basterebbe, infatti, che una piuma si posasse delicatamente su uno dei due piatti per sbilanciare il peso, facendoci scivolare nell'abisso o librarci in cielo, tra le rondini.
