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Introspezione 25 aprile 2010 · lettura 1 min · 2564 letture

Quale fede

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Strana fede, sgrana gli occhi strozzata dai padri, s'odono singulti di una fontana malata spronata al canto. Sbrano l'aria per brama, l'ora si svela come un brano d'opera, un adagio. Un breve brivido mi sprona a coprirmi, contrasti di luce e ombra si spostano e non se ne vede il limite. La fede, straniera di fronte alla vita, siede; il dolore viene a tastarne la forza.
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Non parlo solo di fede religiosa

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Clara Gismondi
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Commenti (14)

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Kiaraluna25 aprile 2010

Il dolore è inversamente proporzionale alla fede... semplice termometro sempre in noi, che non guardiamo per paura... Davvero molto sentita Clara, una intensissima poesia da meditare.

Aldo Bilato25 aprile 2010

Che bella musicalità! affascina il verso... colpisce il contenuto... da quello ch'ò capito... non parli della fede al dito...(scemo)...ma dalla forza che può avere... quando ci sono troppe catene. molto bella sorellina. cià.

Giorgio Lavino25 aprile 2010

La fede non è mercato. E' oggetto della proprio coscienza. E' strumento di misura dell'anima. E' la più bella pusazione del cuore quando non è retorica e rito acquisito. olto bella la tua poesia di stamani.

Crepax7325 aprile 2010

Devo dire che ultimamente le tue poesie mi piacciono sempre di più. Trovo la chiusa di questa tua molto forte ma anche molto vera. La fede a volte è messa alla prova dal dolore... per chi crede ovviamente. Bella colonna sonora

D
Dalassa25 aprile 2010

Il libro nero delle religioni... quelle che hanno assassinato milioni di persone, nel corso dei secoli, in nome di Dio... libro nero che viene ripulito ogni tanto con parole che non basteranno mai ora ad ottenere credenziali... perché? Semplicemente perché alle loro parole non corrispondono mai i fatti e la consapevolezza nell'ambito dei fedeli sta crescendo sempre di più osservando le loro contraddizioni. Continuiamo a pregare Dio, quello vero, noi soli di fronte ad una divinità che perdona e accoglie il vero pentimento. Stupenda poesia. Grazie.

Pino Tota25 aprile 2010

Fede... una parola così breve e immensamente grande... a volte diventa un paravento dietro il quale nascondere le nostre debolezze, a volte ci mette davanti alle nostre superficialità, quasi sempre è un aiuto per la nostra coscienza... altre volte la ignoriamo presuntuosamente credendo solo in noi stessi... la chiusa di questa bellissima poesia ne compendia l'entità.

Al di la della fede reliogiosa come ben hai scritto tu nella nota, che è una forza che si ha o non si ha, un credere che nasce o non nasce... Si ha la fede per se stessi e negli altri... Credere che nel dolore non solo possiamo essere forti da testare questa fede del risorgere, di stare bene, credere che fede di altri di spronarci... Vaghiamo in luci ed ombre che non distinguiamo perché il cammino della fede, sempre nella sua vastità di significto, non ci permette di osservare le sfumature. Sentita lirica di grande introspezione dove mi rispecchio. Complimenti sinceri alla poetessa

Silvia De Angelis25 aprile 2010

La fede ed il sentire la fede non è uguale per tutti noi... il dolore che fa avvicinare taluni ad essa, allontana altri dalla stessa... l'anima è un mondo infinito e particolare e le sue intense suggestioni ed immagini sono del tutto soggettive e peculiari... Lirica apprezzatissima

Barbara Rossi25 aprile 2010

Nel dolore cerchiamo tutti un appiglio che può essere la religione per chi crede o qualsiasi cosa possa essere punto di riferimento e forza per non soccombere alla vita. Bellissima!

Marisol5825 aprile 2010

Il dolore forgia e tempra e la fede sorregge. Bellissima poesia.

Rossella Gallucci25 aprile 2010

La fede, qualunque essa sia, è qualcosa che nasce da dentro, non può essere rinchiusa all'interno di rigidi dogmi o di regole dettate dall'alto, altrimenti è "straniera di fronte alla vita". E' il dolore che mette a nudo l'anima e ne tasta la forza. Molto bello il gioco di parole e le allitterazioni usate, danno musicalità e ritmo alla poesia. Davvero motlo piaciuta

Salvatore Ferranti25 aprile 2010

Curioso come, nello stesso giorno, siamo riusciti parlare dello stesso argomento... credo che la fede sia qualcosa di importante. ma ci si arriva attraverso delle tappe. è una dolorosa conquista, non un premio. poesia molto apprezzata.

Mr Magoo26 aprile 2010

quanta profondità in versi strutturati benissimo molto bella

Io, con la parola fede, intendo la tenacia, la forza delle idee e delle speranze, ma anche in questo caso non è un dono che si acquisisce automaticamente, con i cromosomi di mamma e papà. E' una scalata quotidiana, è un risalire da una parete umina e liscia, verso la superficie e anche coloro che ne hanno in abbondanza, qualche volta rimangono temporaneamente senza scorte.