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Impressioni 25 aprile 2010 · lettura 1 min · 8082 letture

Vecchie ragnatele

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Mi ritrovo nel deserto di aridi momenti tornati a galla per deridermi. Fuliggine, di vecchie ragnatele, la memoria. E sento come un peso precipitarmi addosso, nell'assecondare la rotta, di lontane abitudini. Non so tornare indietro e per andare avanti inciampo su rughe che oltrepassano il mio oggi e mi rubano il fiato come ladre, spiandomi nel sonno. Per ritrovare il filo d'una matassa ingarbugliata, ho masticato crepe d'incertezze e col mio io, ho rotto gli argini scontrandomi, a partenze senza ritorni. Mi pesa la partita con la vita svuotata dai "chissà" quando i "perché" li ho visti andare via. Così la lascio percorrere il suo corso. Non ricucio più strappi di orli tagliati da forbici d'acciaio. Sarà quel sole, se vuole, a farmi compagnia, o a regalarmi le ali per riprendere il mio volo.
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Quando il passato torna a galla, non fa che rubare ciò che si è conquistato con la forza della volontà, riproponendosi come un ladro e senza pietà. Una lotta con l'io e la vita e la certezza di sapere aspettare un nuovo giorno, nuovi passi da percorrere.17 maggio 2011
L'autore
Rita Minniti
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Commenti (8)

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Antonio Biancolillo25 aprile 2010

Andare avanti... spaventa il buio appare impenetrabile... e si guarda sul filo disteso alle spalle ma tutto è intreccio di vecchie ragnatele ...crepe sulle immagini vissute ... e allora si continuerà a cercare avanti dove non si conosce... sperando in qualche raggio di sole ancora... Molto bella...

Anna Maria Scamarda25 aprile 2010

Ma si potrebbe chiamare proprio fiuto, questo! La leggo, la voto subito, e infine... leggo il tuo nome! Bellissima!

Silvia De Angelis25 aprile 2010

Intensa originalità in una meravigliosa lirica ove "gli strappi della vita" creano inesorabile voragine, che ne vieta il lieto percorso... guardare le immagini della natura dà grande sollievo e la forza di ricominciare... Lirica molto apprezzata

Enrico Baiocchi25 aprile 2010

Un inventario amaro della propria esistenza, gettare la spugna rimanendo alla finestra in attesa della manna dal cielo che come una crema miracolosa riempia rughe e cicatrici ridando fiducie e certezze. Molto sentita e condivisa, molto bella nella struttura. Merita il voto

Rita Stanzione25 aprile 2010

Fantastici questi versi, che esplorano la memoria, matasse ingarbugliate, inciampano, perdono la via... la partita con la vita facile non è...ma c'è la speranza, il sole, il volo... Applausi a scroscio!

Rossella Gallucci25 aprile 2010

Lo avevo capito che eri tu, ormai ti riconosco al volo! E non mi sbaglio mai... Il tuo stile è inconfondibile, nello stesso tempo ricercato e diretto. Il passato, le "vecchie ragnatele", gli orli strappati ... meglio lasciarli dove sono, meglio non ritornare su quei "perché" che sono andati via... Dalla consapevolezza di non poter tornare indietro e cambiare il passato, l'autrice passa ad una nuova consapevolezza, quella di voler riprendere il volo per continuare a vivere. L'ultima parte piena di positività e speranza. Splendida

Salvatore Ferranti27 aprile 2010

Splendida prova poetica... il futuro ci spaventa, è inevitabile questo. però non dobbiamo mai arrenderci ed affrontarlo con coraggio... perché la vita, in fondo, è sempre e comunque bella. un viaggio che merita... poetessa di immensa bravura, le sue poesie sono perle da conservare. non è mai banale, non è mai convenzionale la sua poesia. applausi.

Simone Bello1 maggio 2010

Intensa poesia questa, che racchiude gli aspetti più forti della vita... "Fuliggine di vecchie ragnatele la memoria..." impressionante il legame tra delicatezza e convinzione profonda di versi scaturiti da un cuore ferito... Ferito come un cerbiatto che, con tutte le sue forze cerca la via per la vita... Il volo cara Rita lo hai preso da parecchio tempo, tra i nostri pensieri, con i tuoi grandi versi...