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Introspezione 26 aprile 2010 · lettura 1 min · 2468 letture

La mia religione

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Di giorni e stagioni, ornamenti sempre uguali ma diversi, estratti da gente comune, vera anche se non conta niente, la mia religione. Gli opposti, riposti in un cofanetto di gioie sterilizzati, si realizzano come icone attratte dal vuoto. Perfetto ogni istante, distante quanto basta dalla verità.
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Clara Gismondi
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Commenti (9)

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Salvatore Ferranti26 aprile 2010

Una poesia molto riflessiva, a descrivere la propria maniera di intendere la spiritualità...molto apprezzata.

Massimo Mangani26 aprile 2010

un creder nel Terreno nell'anonimato ma vero reale un veder materialista, viceversa il resto lo poni sigillato, ma vedrai col passar del tempo è accaduto a molti tutto cambia... io la leggo così

La varietà di religioni a confronto... O persone della stessa religione che però non danno un vero significato a quel credere... Feste comandate, stessi abiti, ma cosa ne resta se non il materiale della festa... E invece gli altri che più credono sono come sigillati in una loro campana di vetro, a diventar icone di se stessi... La sento così e chiedo scusa se l'iterpretazione è sbagliata... Bella lirica apprezzata!

Kiaraluna26 aprile 2010

Scegliere di essere se stessi, vicino alla semplice verità dei semplici... strada impervia ma alla fine gratificante. Superba poesia, un grande abbraccio.

Pino Tota26 aprile 2010

La mia religione...è mia... me la sono creata con l'esperienza, la conoscenza degli uomini, con i miei dolori e le mie gioie, con gli affetti e i rancori, con l'amore e l'indifferenza. Non so cosa mi attenderà ma la mia coscienza mi permette di guardare chiunque dritto negli occhi. Mi è veramente piaciuta questa tua opera... complimenti.

Aldo Bilato26 aprile 2010

e questa è un capolavoro! ci vedo l'uomo al centro del creato... ed il bisogno del soprannaturale un po' più celato... "distante quanto basta dalla verità"...è la misura esatta, il perfetto equilibrio... tra l'essere umano e l'eternità. complimenti sorellina. cià.

Giorgio Lavino26 aprile 2010

La mia religione è capire senza pregiudizio. E' credere che il mondo può ancora cambiare, nonostante tutto. E' giudicare senza puntare il dito. E' perdere qualcosa purché avvantaggi qualcun altro. La mia religione è credere nell'uomo. Da militante dell'utopia sono passato all'utopia della militanza nella poesia. Che forse per me è anch'essa una religione. Scusate se la sto facendo lunga ma mi è piaciuta tanto la poesia di Clara che mi sto menando in libere divagazioni. Clara

Barbara Rossi26 aprile 2010

Essere se stessi per non tradire quello che siamo, scelta coraggiosa e giusta che spesso ci porta ad isolarci, a vivere al di fuori del sentire comune che vive di convenienza ...Condivisa!

La mia religione? Ascoltare gli altri, per capire quanto io sia piccola e stupida e insignificante, con i miei "problemucci", quando c'è ben altro di cui dover piangere... La professo e poi la pratico poco, però io ci provo, ad essere una buona credente... nella mia religione.