Amaro
Nemmo di canto ruggivo alla pioggia,
il suo torpore nel mio era torcura
come tenia rodente,
m'assillava..
inconsulta indignata la mia impotenza
verso un mondo che chiede libertà e vomita pace
danna me stesso all'infuriare del tempo
in una terrena noscosta arida dimenticanza
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Commenti (1)
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Zima17 giugno 2006
molto dura... ma quanto vera! . . ”dannando se stesso all'infuriare del tempo in una terrena noscosta arida dimenticanza”... è quello che spesso ho pensato anke io!
