Lode al dolore

Affanno miserabile e spietato,
sventoli su menti malate,
contorte di stuperbia e follia
l'incubo d'una sventura
e allora ti maledico,
con crudeltà di speranza
e gioia; ma ancora permani!
La notte ti è amica con le stelle
e la luna impone come dèa
un grande elogio pe 'l tuo vizio.
Tormento: appari fioco come mio padre
e chiama un nome e corre corre
con imponente passo a me.
Dove sei finito padre, o assillo?
Non consola mai la paura
d'un giovane timoroso dell'affanno
ma matura in sè tanta saggezza
da valicare ogni danno.
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Commenti (1)
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Maria Rosa Cugudda1 maggio 2010
opera riccca di spunti e di emozioni, buona la forma; molto apprezzata!
