Utopia
Specchio che non riconosce più i miei sorrisi.
Avido egoista che hai l'anima e il cuore invisi.
Evanescente ricordo della tua vera natura.
Culto fragile della nuda memoria.
Lessico aulico per scontate utopie.
Mentore folle di sfrontate alchimie.
Nella lode della tua elegia
conti i passi che ti separano dalla gioia.
In virtù delle emozioni commisuri la finta allegria,
non c'è promessa di vero diletto nei giorni apatici della quasi follia.
Vivo per il mio passato le gesta catartiche e immanenti.
Ancorato ai sensi della memoria riabilito la forza dei sentimenti.
Nudo riflesso nella acqua pura non sfuggo ai mie difetti.
Inestetismi caratteriali e vuoti di coscienza rovinano sui miei effetti.
La breccia che si è aperta nel cuore dei nuovi albori crepuscolari
ha riabilitato nella fede e nella speranza la fioca luce nel divenire dei miei calendari
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