Una dose di quiete
l'odore della notte mi scavalca
il fiato. un infittirsi di punti
tutti in alto che restano e guardano
sembrano fissati da un'interruzione
lì, un poco tremolanti, stravolti
che allargano e restringono
il naso, per prenderlo
quest'odore
si può amare il buio, si può amare
il silenzio. accarezzarlo respirarlo
trattenerlo
essere cotone che lega il bottone alla camicia
si può essere ago
e bucare l'indifferenza come quei pomeriggi d'agosto
stringere stringere nei dettagli
poi
giocare d'azzardo perché la quiete
sia una scommessa vinta
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L'autore
Zima
Commenti (3)
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Marco Canonico Baca81753 maggio 2010
I versi di Zima, credo che comunichino chiaramente, come non mai, la magia di una notte che porta pace. Io l'ho vista quella notte, sono rimasto sospeso e ho immaginato tutto, anche i profumi. Ella è consona scrivere con una forma molto particolare, che spesso non mi conquista eccessivamente; ma solo perché non riesco a coglierne il senso, anche nella stesura più comune, i suoi versi sarebbero magici. Ah, "pullulare" non m'ha proprio entusiasmato... ma la poesia sì, davvero tanto!
mario calzolaro3 maggio 2010
...un componimento decisamente valido; non semplice, forse! Ciò non toglie che all'Autrice credo si debbano dei sentiti complimenti. Brava ed efficace!
Gionata Longo3 maggio 2010
Questo testo è poetico... il titolo è davvero particolare... molto bella!



