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Amore 5 maggio 2010 · lettura 1 min · 4428 letture

Filo moro

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Passati i giorni della scuola intanto vengon vacanze pien (4) di sole d'oro ognuno coglierà del suo lavoro i frutti e le promesse. Gloria e pianto. Dei saluti s'innalza il dolce coro superficiali addio da un certo canto e dall'altro commossi. Dio più santo che turbinar di vesti a filo moro.(1) Tu te ne andrai modesta e frettolosa appoggiato al portone solitario mi sfiorerà qualcun che teco (2) viene. Felicità, dolor, tutta una cosa sarà nel grido mio solingo (3) e vario; ripensa a me che t'ho voluto bene. 1: le compagne indossavano un grembiule nero. 2: con te. Orribile latinismo. 3: Ma che c'entra questo aggettivo? 4: per far tornare il conto delle sillabe mai indulgere nelle parole tronche.
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Quando scrissi questo (stilisticamente orribile) sonetto avrò avuto, si e no, quindici anni. E' dedicato ad una compagna di scuola della quale ero, ovviamente innamorato, e che, altrettanto ovviamente, neanche mi vedeva anche se, quasi cinquanta anni dopo, mi ha confessato che mi trovava "carino ed interessante". Lo pubblico perché penso che abbia conservato la freschezza di allora e ve lo offro come ottimo cattivo esempio di come non si costruiscono endecasillabi "rimati a forza". Mi sono divertito a sottolineare con note le nefandezze di un poeta in erba! Sonetto classico.

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (4)

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Antonella Bonaffini5 maggio 2010

Tu potresti scrivere su lastre di marmo con il carbone e la gente ti apprezzerebbe lo stesso... la classe non è acqua... tu ce l'hai.

M
Maria Rosy5 maggio 2010

Se ti lamenti tu di questa... ne ho strappate io... bravo condivido ciò che è scritto... sotto

Omero Sala5 maggio 2010

Pascoli ti bacia in fronte, Carducci ti incorona d' alloro, Petrarca si nasconde il viso, Leopardi piange.

Pino Tota5 maggio 2010

Bella e spontaneamente fresca... ma una curiosità...50 anni dopo come era lei? Complimenti...