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Satira 7 maggio 2010 · lettura 1 min · 2302 letture

Libera nos domine

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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Querula la perpetua insiste nel suo affabulare, rivolgendo alla comare le sue rimostranze: un mondo di rosari e di questua il suo. Il battibecco affina le lame, s'appresta all'assalto per una ragione di vitale importanza: chi c'era in prima fila alla messa delle dieci. Solo a sera si tacciono le voci di vite rapprese e s'alza nuova linfa al credere non più costipato. Anarchia del pensiero pretende udienza e un nuovo giorno: libera nos domine.
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Commenti (9)

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La Fede e la devozione diventano bigottismo quando vengono interpretate per ricavarne materiale per far pettegolezzo. La superficialità genera anime troppo leggere, che perdono la meta ultima del loro percorso.

Giorgia Spurio7 maggio 2010

è fantastica! ti adoro...! e la gente, sai com'è, tra la fede dell'ultimo momento e la sbirciatina al vestito di quel tale, e dell'altra tale... poi ci si perde il vero interesse della messa. e tra rosari di pettegolezzi e esclamazioni di penitenze e meraviglie... ci si fa sempre una gran confusione. eppure... c'è ancora chi sbuffa... oltre false apparenze... e il pensiero di sera... quando le voci si placano... s'innalza al cielo... "libera nos domine".

Massimo Mangani7 maggio 2010

La SS Messa è intesa come la maggioranza dei luoghi di riunione e non come invece dovrebbe ...fortunatamente ogniuno è libero di scegliere ...io evito ...grazie per i grande Francesco

Pino Tota7 maggio 2010

Entro in chiesa solamente per funerali, battesimi, cresime e matrimoni o per mero interesse artistico... e ricordo con insofferenza le mie domeniche da fanciullo quando mia madre mi vestiva di tutto punto per recarci alla messa di mezzogiorno per un'ora di sbirciatine, commenti fra amiche, incroci di sguardi critici o indagatori... e il mio disprezzo cresceva... Una gran bella poesia che con versi di grande effetto e una chiusa eccezionale mi ha fatto rivivere quei momenti. Complimenti!

Salvatore Ferranti7 maggio 2010

La fede non è merce di scambio, e non si compra al supermercato. poesia che riflette sulla religiosità che in questi ultimi decenni è stata molto banalizzata, purtroppo. versi che riflettono la profonda sensibilità dell'autrice.

Aldo Bilato7 maggio 2010

"vanno invecchiando a passettini... tra pappagalli e canarini... le beghine..." J. Brel. questa canzone del geniale cantautore francese... rende bene il concetto espresso in questa tua... lui calca un po' di più la mano però... la poesia a me sembra inoltre rivolta anche ai benpensanti... che non si trovano solo nelle chiese... e ce ne sono tanti... difatti la canzone (ottima scelta) lo dice... "i moralisti han chiuso i bar e le morali han chiuso i vostri cuori, spento i vostri ardori"... e quindi con queste premesse ed illustri citazioni... non posso far altro che dire che la tua lirica è da lodi e segnalazioni... molto ma molto profonda... complimenti. cià.

Antonella Bonaffini7 maggio 2010

Mi hai fatto pensare a degli incontri strani che avvenivano nella piccola chiesa del paese proprio di Domenica... sembrava di stare a teatro! Molto apprezzata!

Giorgio Lavino7 maggio 2010

Il battibecco affila le lame. Bellissima immagine. Ma tutta la poesia, in linea con la cifra di quest'autrice, è un algoritmo di belle immagini e metafore. Bellissima anche la canzone del vecchio Guccini.

Francesco Scolaro7 maggio 2010

...e per forza che l'anarchia del pensiero pretende udienza, di fronte a queste incongruenze nemmeno un pensiero anarchico riesce a trovare la trama per sbrogliare la matassa... Stile e contenuto di alta fattura.