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Riflessioni 8 maggio 2010 · lettura 1 min · 5010 letture

Fantasie di una volta

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Dove saranno andate le Muse che dettavano rime agli audaci della notte che ammazzavano con le penne della fantasia il sonno per prepararsi a destare le meraviglie al giorno che li attendeva In quale contrada del mondo si è rifugiato il sortilegio del corteggiatore che non conosceva cima insormontabile e che annusava il manto delle vie dove la sua adulata metteva piede per seguirla in capo al mondo Che strada ha preso la melodia che nasceva dalla rete del pescatore e dalla carretta del venditore di cocomeri E dove ha trovato dimora il raduno degli sghignazzi dei pivelli per burlare il mondo ma senza darsi vanto con i soldi della neve che fa male e tradire come i grandi
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (12)

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Raggioluminoso8 maggio 2010

"Fantasie di una volta" quando nell'animo era maggiormente impresso il vero senso della vita, quando sapori e colori erano molto più forti e forse bastava molto poco per stare bene, ora sembra che nulla possa bastare. Lirica che diviene spunto di riflessione interessante. Piaciuta per la stesura dei versi e per la tematica trattata. Apprezzatissima!

Dove se ne sono andate tutte le nostre fantasie e le illusioni con cui amavamo stare a fare l'alba in riva al mare, ai giardinetti di città, sulla panchina di un imbarcadero... Dove sono rimasti tutti i discorsi scemi che ci facevano ridere, mentre fumavamo l'ultima sigaretta di nascosto organizzando la rivoluzione per cambiare il mondo? Dove... Che malinconia... di un tempo che non esiste più, né si potrà riportare in vita...

Giovanna De Santis8 maggio 2010

dove è andata la fantasia la leggerezza di un tempo dove tutto appariva pulito, i bei tempi in cui si sorrideva e rideva con coetanei per la serenità che avevamo nell'anima, nella malinconica nostalgia, stupenda stesura per il contenuto profondo, poesia strapiaciutissima complimenti infiniti

Aldo Bilato8 maggio 2010

oh!...Faber... ma ti sei reincarnato ed ora ti fai chiamare Lavino... questa tua ha tutto per esser un testo del mito genovese... ritmo, metafore e tematiche descritte... l'abbinamento musicale la dice lunga... piaciutissima. complimenti. cià.

Daniela Pacelli8 maggio 2010

La fantasia che fa volare oltre gli orizzonti, dove sarà? tempi consunti a cui il pensiero a volte si aggrappa. Una stesura fantastica con emozioni sempre deliziose davvero! Complimenti e applausi!

Silvia De Angelis8 maggio 2010

Esaltazione di momenti del passato in cui il pensare ed il fare erano dettati da sentimenti genuini e spontanei... cosa che non più accade nei giorni che stiamo vivendo... Lirica piaciutissima

D
Dalassa8 maggio 2010

E' la vita stessa che ci burla ...dopo l'impeto dei sogni salpato tanti anni prima, c'è un naufragio totale di desideri e sogni che simboleggia un po' un fallimento... ma noi vecchi ragazzi teniamo duro! Ho ricevuto belle sensazioni. Piaciuta molto.

Clara Gismondi8 maggio 2010

Molto tenera la tua poesia. Forse ti posso rispondere. Tutto quello che chiedi è dentro di noi e possiamo farlo rivivere come stai facendo tu. Anche se le nuove geneazioni dimenticheranno, non sapranno essere quello che siamo noi ma riceveranno altri stimoli. Ogni cosa ha la sua evoluzione. E se si tratta di involuzione allora un giorno, l'uomo sarà costretto a far marcia indietro finché ce n'è la possibilità... Molto bella e molto poesia!

Antonella Bonaffini8 maggio 2010

La semplicità del vivere è andata a farsi benedire... il nostro fallimento è il risultato peggiore... molto bella!

Francesco Scolaro8 maggio 2010

Chi ha vissuto i cambiamenti e può fare raffronti si rende conto di come si stia andando verso una meta che conduce al precipizio, a meno che l'uomo, attraverso le nuove generazioni, non abbia un "colpo di reni" e riveda il suo stile di vita... Bella poesia da condividere appieno.

Moreno il Duca8 maggio 2010

il nostro vivere semplice la vita non esiste più, anche lei si prende gioco di noi facendo cadere e deragliare i nostri sogni e le nostre speranze alla fine il fallimento delle nostre idee e delle nostre azioni si fa largo nell'animo ma per questo non cederemo il fallimento è solo una parola ci vogliono i fatti perché si avveri, complimenti

Le fantasie di una volta si che davano un tocco magico alla vita e la rendevano poesia... la semplicità della vita di una volta, la rete dei pescatori e la carretta dei cocomeri oggi sono davvero illusioni, solo fantasie che non troviamo più.Piaciutissima, letta con interesse