Otello
Luciano Tarabella
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La moglie è bella, lui è un marrocchino
nero peciato, (1) brutto e caccoloso
insomma un pezzo grosso ma geloso
cor fiato da 'un potènni sta' vicino.
Doppo c'è Jago, propio un bel grostino (2)
che finge d'esse' amico dello sposo
ma invece, come un biacco velenoso, (3)
ni versa nell'orecchi der bottino. (4)
Sottile ir trabagai (5) der fazzoletto!
Otello ti ci abbocca così in pieno
che acciuffa la Desdemona sul letto:
" Tegamone " ni fa "pisana, zozza!"
Ci léti'a un'antra oretta, più o meno,
la tromba bene bene eppo' la strozza.
1: nero come la pece
2: persona infida
3: serpe velenosa
4: liquame di fogna
5: imbroglio
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (2)
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Nemesis Marina Perozzi8 maggio 2010
Senza mezzi termini né orpelli, eccoci scodellata la tragedia, che, tradotta ai giorni nostri, potrebbe diventar 'na farsa! Sintesi perfettamente calzante e attuale in tutte le epoche, purtroppo...
Aldo Bilato8 maggio 2010
morale... amorevole... amorale... pittosto che deprimersi con una pugnetta va bene anche una pisana zozza... per n'oretta... sei fantastico nelle tue rivisitazioni. complimenti .cià.


