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Introspezione 8 maggio 2010 · lettura 1 min · 2626 letture

Quale potere

Clara Gismondi 737 poesie pubblicate
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A volte striglio il pensiero come un lenzuolo, lo strofino per ridargli lustro. E l'ora appare iride accesa smerigliata in continua ascesa. Assimilo giustizia tracannando cultura. A quale potere mi appello? Imbottigliata in un corteo gesticolante m'appresto sollecita a inchini e contrasti S'affrettano idee ne scortico la superficie, lascio ciò che resta ai posteri. Il passato imbavagliato appare come una luna tremolante di luce riflessa. Ma risplende e pulsa.
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Clara Gismondi
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Commenti (12)

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M
Maria Rosy8 maggio 2010

ecco un tema che è quotidiano alla mia mente anche la musica è bella e adatta

Kiaraluna8 maggio 2010

Il tempo non ci appartiene e forse nemmeno il destino... che in quanto tale, credo ci guidi in percorsi obbligati, che conducano in una nassa... senza uscita. Sentita molto Clara, riflessione apprezzatissima.

Giovanna De Santis8 maggio 2010

poesia di profonda introspezione in cui mi rispecchio stesura stupenda complimenti sinceri Clara apprezzatissima e piaciutissima lirica

Giorgio Lavino8 maggio 2010

Calano le strofe una ad una e riempiono la creatività di cui questa autrice non è mai sazia. Splendida questa poesia

Aldo Bilato8 maggio 2010

m'appello alla convenzione di Ginevra... e poi riporto qui il sentire degli altri autori che dicono... "la chiusa è da incorniciare... e anche la musica è adatta"... oggi il male di vivere ho incontrato... ed è luce che pulsa d'un recente passato... stupenda. complimenti. cià.

Calogero Pettineo8 maggio 2010

Affascinante inno al tempo in strofe che infondono una delicata sensazione, una riflessione scataurita da un animo infinitamente gentile. attacco un bel fiocco.

D
Dalassa8 maggio 2010

...assimilo giustizia tracannando cultura. A quale potere mi appello? Quanti interrogativi conserviamo e che consegneremo a chi di noi qualcosa vorrà ricordare? Invochiamo giustizia senza più saper indicare la fonte e l'origine del male che ormai sembra una piovra seduta sul mondo. Questa introspezione scava anche dentro di me, come non essere solidale e sentire questa splendida lirica così a fondo...

Salvatore Ferranti8 maggio 2010

Cosa saremmo senza il tempo? cosa saremmo senza il nostro passato? spesso me lo chiedo e la risposta è sempre una: niente.

Scorre, il tempo, tic... tac... sempre in avanti... Va di fretta, non ha tempo per voltarsi indietro. E noi siamo costretti a correre con lui, cercando di afferrare il treno saltando sullo scalino dell'ultimo vagone, per andare... Dove? Verso il vuoto, verso il nulla. Eppure il nostro passato è ancora lì, ammutolito, imprigionato, ma il suo cuore batte... tic... tac... funziona ancora, quell'orologio... Scendiamo dal treno, dunque, risincronizziamo le lancette...

Francesco Scolaro8 maggio 2010

Il nostro futuro ci appare nebuloso ed incerto, malgrado strapazziamo le nostre meningi esso ci sfugge e ci inquieta. La certezza è il pasato anche se tremolante e brillante di luce impropria... Introspezione profonda curata con classe

Antonella Bonaffini8 maggio 2010

Magari fosse possibile isolare quegli attimi...è bellissima, vera e bellissima!

l
lucianokk728 maggio 2010

Complimenti, scorrevole nel tempo immota la luce passa sulle palpebre dell'uomo