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Riflessioni 13 maggio 2010 · lettura 1 min · 2787 letture

Etili (ri) smo

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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In tutta la mia vita ho avuto costanza solo nel peggiorare e non avendo parole ne approfitto per stare zitto tanto qui da noi va tutto a rotoli tranne la carta igienica. Muore troppa gente siamo in lista di attesa e tutti ci apprezzano solo quando non ci siamo più. Avete mai letto un necrologio che dicesse " oggi è venuta a mancare una testa di cazzo"? Cosa puoi aspettarti dal tuo prossimo se mentre lui muore tu pensi a cosa avrai per cena? Io non ho più niente da perdere solo il portafoglio e siccome non sono mai stato: ottuso, insopportabile, arrivista, maldicente, ruffiano, stupido e cattivo, mi sono rassegnato ad apparire stravagante. Ma cosa importa? Ormai ho risolto per sempre il mio problema del sesso: ho appeso le palle al chiodo! Beati, si, beati i poveri di spirito perché (almeno loro) saranno sobri.
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Non chiedetemi che cosa ho scritto. Non ve lo direi mai nemmeno se lo sapessi!

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (5)

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Hai la capacita di far sorridere tutti ma nello stesso tempo esprimi concetti che vanno aldilà dell'ironia e che ti lasciano riflettere. Sei un poeta completo capace di far suscitare al cuore splendide emozioni.

Omero Sala13 maggio 2010

Luciano, hai scritto un testamento poetico: queste considerazioni spiegano la tua vena satirica e la tua ridanciana amarezza. Sui necrologi sono d'accordo con te. Nessuno userà mai questi miei epitaffi: 1. Un gran rompiballe qui giace: finalmente i suoi cari hanno pace. 2. Questa lastra di marmo e di bronzo è coperchio a un emerito stronzo. 3. Nel silenzio è svanito Renato: sulla terra niente è cambiato.

Enio Orsuni13 maggio 2010

a roma si dice: sei più buciardo de 'na lapide! infatti, vedi i necrologi... tara...è...bel... la!

Barbara Golini13 maggio 2010

un riflessione splendida e che mi sorprende pur restando ironica ha in aggiunta quel qualcosa in più che la rende molto profonda e ci porta a rilfettere su tantissime cose, ad esempio su come possiamo apparire se siamo persone "diverse" non assimilabili ad altri...È davvero molto bella! Complimenti!

Pino Tota13 maggio 2010

L'ho appena finita di leggere e me ne sono appropriato... mi sembrava di aprire i miei pensieri... credo solo una cosa... che il talento è merce rara e tu sei uno dei pochi fortunati ad averlo... quanto le palle al chiodo... fa male? Toppo bella e profonda questa tua. Un encomio...