Scarna in viso

La mia cella non ha sbarre
perché non ha ne finestre ne porte.
Incatenata fianco a fianco al mio dolore
affinché esso mi ami a dovere,
affinché il mio odio migliore
prenda arma in sè.
E gli occhi più non guardano,
tant'è sempre vuoto lo scenario,
scarno di colori.
Come un avvoltoio,
il tempo attende.
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Commenti (1)
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DarioC 8515 maggio 2010
versi scarni come il dolore... l'atrocità dell'esistenza a volte ci porta a far nascere in noi l'odio per la vita, ci sentiamo prigionieri di un male che ci ama, che ci incatena... e speriamo che l'avvoltoio cominci presto il suo pasto... molto dura, poesia che colpisce per la sofferenza che esprime, ma molto ben scritta.