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Sociale 15 maggio 2010 · lettura 1 min · 5431 letture

Succhiando liquerizia

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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Potessi li caccerei a rovistar per sempre nell'immondizia il proprio futuro a quei cani rabbiosi che succhiano liquerizia quelli con i manganelli in mano e le brache abbassate alle ginocchia pelle bianca che sbianca anche il palato quelli che dal culo sfiata la vergogna ed alla gogna mandano il malcapitato e non distinguono una madre da una milza e te la spappolano volentieri in nome di giustizia succhiando liquerizia ma non ve ne potete stare a casa a digerir del mondo la vostra razza con la solita bramosia fuori ci sono lucciole che "battono" sui vetri ma se non apro, se ne vanno via, a piedi... LIBERE!...
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Commenti (16)

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Gabriella Caruso15 maggio 2010

Tutte le poesie in cui c'è rabbia mi conquistano. La poesia non deve essere solo miele e zucchero e poi dietro al miele e allo zucchero scopri persone perfide. Piaciuta.

Barbara Golini15 maggio 2010

incredibilmente profonda e vera, che spazia in diversi ambiti tutti con in comune la forza e la violenza di chi non ha ancora ben compreso cosa voglia dire avere uno spirito democratico... a pagar tutto questo al solito le povere lucciole che se si apre la finestra fuggon via, ma chi vive nella violenza e nell'autoritarismo si guarda bene dal fare approfittando della propria visione di vantaggio per seppellir nel fango colui che di bonarità ha vissuto fino ad allora e di essa soccombe in un mondo di crudeltà. Mi è piaciuta tantissimo! e la condivido tanto!

Dave Du Demon15 maggio 2010

Bellissima poesia. Colpisce subito, come un pungo in pieno viso, senza bisogno di mezzi termini... ed è poetica proprio per questo (a mio avviso). Il contenuto lo condivido a pieno. Complimenti!

La liquirizia provoca ipertensione... Perciò facciamogliene succhiare tanta, così schiattano! Feroce zampata di velenoso aracnide travestito da tigre del Bengala!

Clara Gismondi15 maggio 2010

Cerco di scrivere per la seconda volta il commento che a causa di un problema del sito non è rimasto. Voglia di democrazia, ribellione verso una schiera di persone che meriterebbero di passare il tempo a digerire gli escrementi che producono. Le lucciole piccole idee progressiste che al minimo vento contrario si dileguano battono per farsi ascoltare ...Sarebbe ora! Non è venuta la stessa cosa ...comunque molto bella!

Silvia De Angelis15 maggio 2010

Incisa ed espressiva una lirica dai toni duri, che traei originali spunti durante i versi e risulta graditissima alla lettura

Massimo Mangani15 maggio 2010

probabilmente la leggo totalmente diversa da quello che tu hai voluto trasmettere e non leggo una nota che combaci col mio pensiero a dire il vero tutte un po' vaghe ... come al solito le tue riescon osempre ad accender profonde interpretazioni ...io vedo un mondo di sfruttamento raziale e prostituzione con i propri clienti al di sopra di ogni sospetto che normalmente si riempioni la bocca di tutt'altro comunque dura e stimolante come piacciono a me ...

Raggioluminoso15 maggio 2010

Una lirica che graffia il cuore e sicuramente suscita emozioni molto forti, così come è abitudine di questo poeta. Un verseggiare sempre originale. Complimenti a questo autore!

D
Dany Blasi16 maggio 2010

Lucciole libere! Stupendo mondo pieno di lucciole libere! Apriamo finalmente la finestra...

Io la leggo coe una poesia a quella società che già punita da se stessa, già malcapitata subisce delle ingiustizie non giustificate... Un punizione dettata da chi arresta e vuol pulire le strade facendosi giustizia da solo... Amara e diretta piaciutissima

Lucia Volpi18 maggio 2010

Ti preferivo primo ma è comunque un buon piazzamento.

Giorgia Spurio19 maggio 2010

è bellissima. ignoranti"come cani rabbiosi che rovistano immondizia".già loro, gli stessi con manganelli in mano e brache scese, troppo scese. proprio loro che della"loro pelle bianca",finta pelle candida e pura, son orgogliosi senza accorgersi che sbianca come malattia anche il palato. loro che mostrano il culo senza vergogna anzi la sfiatano, loro che fanno i giustizieri e mandano sempre il malcapitato alla gogna perché non sanno riconoscere una madre da una milza. ma loro spappolano giustizia in ogni dove e l'annientano come succhiassero liquirizia. proprio loro... che non vedono le lucciole, che non sanno cos'è la vera luce... loro che non sanno che le prostitute son donne da lasciar libere invece che lasciarle al freddo a batter i piedi.

Purtroppo, in questa nostra società ipocrita travestita da perbenismo, gli eventi dannosi provocati sempre da "esseri umani", continuano a mietere vittime e soprusi di ogni genere. Il problema è che chi dovrebbe tenere il filo del gioco fa finta che tutto va a meraviglia... e che le denunce di quei pochi che hanno ancora una coscienza personale non vengono tenute in considerazione. Sempre molto incisive, le poesie di quest'Autore.

Sergio Melchiorre22 maggio 2010

Poesia d'avanguardia, schietta e provocatoria. Scritta in modo mirabile.

D
Damiano Provenza24 maggio 2010

Scusate ma perché non fate i giornalisti se dovete scrivere così? questa non è poesia...è un tentativo facile di provare a sentirsi ribelli. La poesia è un'altra cosa...

mario calzolaro24 maggio 2010

Va capita! Altrimenti, come si può vedere, può capitar di scrivere cocenti "bestialità":se non siete rosi da saccente e biliosa invidia accostatevi a questa Poesia e gustatene il significato; se, poi, vi troverete anche del "talento giornalistico" - di tutta evidenza- si tratterà di un quid pluris