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Fantasia 15 maggio 2010 · lettura 1 min · 2384 letture

Tempi di starnuti

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Non ci sono stelle né luna in questo cielo sospettoso avido di luce e di carità Tutte le verità sono andate a bussare alle porte di un dio che s'è seduto dietro a una nuvola per urlare comodo fino a scoppiare in grosse risate per come buffo è diventato il suo creato La sua palla puzza di catrame vomitato da giganti che indossano camicie pulite col sangue di membra che gocciolano sudore e sputano sulla terra rossa di vergogna Tempi che fanno solo starnutire a causa della diffusa allergia alla correttezza e alla vita senza la caccia all'oro L'antistaminico è una buona dose di corsa alle lotterie e alla sorte dei numeri
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (12)

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P
Pp15 maggio 2010

Particolare, ironica lirica dai tratti unici, come unico lo stile di questo autore, che musica! Ahahah !

Calogero Pettineo15 maggio 2010

Più che fantasia ha molto del sociale, sembra una ribellione scritta con metafora del degrado della vita alla ricerca di una condizione migliore. Molto apprezzata.

Danielinagranata15 maggio 2010

ironica e originale... si pone in un quadro di riflessioni e pensieri, apprezzatissima

Angela Rainieri15 maggio 2010

Splendida e originale riflessione, riesce a ben pitturare con ironia un moderno quadro, ricco di sfumature con problematiche sociali ed ambientali... Piaciutissima.

Clara Gismondi15 maggio 2010

Anche io trovo che la fantasia voli e si incagli nella dura realtà di questo mondo. Quando l'uomo non sa più prevedere i danni che può causare con le sue azioni, (con quello che succede ormai vedi negli Stati Uniti,...) o le prevede ma si crede onnipotente penso sempre che la nostra umanità è destinata a finire miseramente come nel pianeta delle scimmie (scena finale) dove la statua della libertà è solo un ricordo di una civiltà morta e sepolta... Molto sentita, bella!

Silvia De Angelis15 maggio 2010

Alcuni aspetti del vivere messi ironicamente in rilievo dall'autore in una lirica musicale molto gradita alla lettura

Daniela Pacelli15 maggio 2010

Bello pensare ad un cielo senza stelle e senza luna, un cielo sospettoso avido di luce e carità, le verità son andate a bussare alle porte di un Dio che si è seduto dietro ad una nuvola. A volte è meglio si volare con la fantasia piuttosto che adeguardi a questa realtà che ci avvinghia ai suoi stereotipi che troppe volte rifiutiamo. Molto apprezzata, per originalità e stile indiscusso. Applausone

Raggioluminoso15 maggio 2010

Una lirica strepitosa dal contenuto molto "sociale". Bellissime le metafore usate che rendono una esatta idea di molte situazioni. Molto più che piaciutissima!

Berta Biagini15 maggio 2010

Forse il nostro autore ha scritto questi versi solo per esorcizzare – con la speranza che tutto cessi al più presto e catastrofi come quelle che viviamo non possano più ripetersi – cosa consegneremo nelle mani dei nostri nipoti – quanto ci criticheranno!.

Giovanna De Santis15 maggio 2010

straordinaria poesia versi ironici ma di grande verità davvero sembra diffusa l'allergia alla correttezza della vita, senza la corsa al denaro, complimenti Giorgio stupenda poesia piaciutissma in ogni verso applausi infiniti

Giorgia Spurio15 maggio 2010

in questo cielo di nubi... su questo mondo di nebbie. ormai più stelle né luna... oramai è difficile trovare luci di speranza. chissà dov'è quel Dio? ci guarda secondo me... vede le camicie linde e pulite ormai sporche di sangue e sputi. la medicina? è illusa allegria... felicità di un'illusione... il cui traguardo dall'antistaminico al prurito delle narici... sembrerebbe sia l'inutile corsa alle lotterie. bella

Per evitare di starnutire corriamo ai ripari imbottendoci di droga mass mediatica e di illusorie cabale, ma non riusciamo ad estirpare la vera causa delle nostre innumerevoli allergie. Propongo un'impastatrice, nella quale entrate tutti quanti, per farci rimescolare e re- impastare, appunto. Magari, riciclandoci in questo modo, riusciremmo a starnutire di meno... o no? Boh, chissà... Et... cìììì