Il pentimento del Serpente
Mi celi il tuo volto;
chi sei e come appari,
sarà di foglia l'occhio
o d'ebano e cupo?
Il volto scarno, vissuto
o rubizzo e lieve?
Colgo margherite
dimenticate nei campi
prima che sfioriscano;
come me che
più annaffiato fui
ed appassì distratto.
Fui quel che voleste
eppur sempr'io restai.
Foste ciò che volli;
sorprese vi trovaste
mutate all'improvviso:
argilla a mia goduria.
Fuggi ancor se puoi
finché mi sarai oscura,
nulla potrò nuocerti
e sbocciata resterai;
se sceglierai d'amarmi
amandomi appassirai.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
C
Citarei Loretta Margherita17 maggio 2010
straordinari versi, scritti magistralmente, mi riserbo l'interpretazione, ma sottolineo la tua bravura. complimenti, amico caro