In cima d'amore
Cor palpitante che s'avventa
fin su l'aspre cime
per giungere in lieto sposo
ad Amor che consuma
Dall'ardua scalata s'attende
il meritato buon fine
ché 'l premio è dovuto
dopo tanto soffrire
Gioviale Bellezza s'abbraccia
che par di firmamento vestita
e tace stanchezza provata
ché ristoro è ormai giunto
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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L
Loreta Salvatore19 maggio 2010
Elegia che decanta la donna angelicata, l'amor cortese come iter alla pienezza, l'amore inteso nel suo aspetto più elevato, idealità.Molto apprezzata, lessico aulico, sul modello dello stilnovismo. Sublime.