Paesaggio obbligato
Il vento le cime di quegli alberi, a ritmo, schiaffeggiava
e, come in una frenetica danza, a destra e a sinistra,
le inchinava;
al di là di quelle cime, spazi azzurri, nubi ovattate
e cirri minacciosi si rincorrevano a strapiombo
partorendo un cielo plumbeo, diverso, ormai elettrizzato.
Anche il fiume apparve, all'improvviso, fluttuante,
increspato, spumoso sotto il ponte al limitar della
grandiosa valle e di sinuose colline verdeggianti.
Il mio sguardo, esiliato in quel paesaggio, raccoglieva
estatici pensieri, quando un clacson incessante e
inopportuno mi fece trasalire e riprendere la corsa,
dopo un'obbligata sosta, che fu, "provvidenziale",
quel giorno, come tanti percorrendo la statale
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L'autore
Ermelinda
Sono un'ex insegnante Tecnico-pratico in pensione, ho riscoperto la mia vecchia passione di scrivere poesie. Ne ho scritte tante da ragazza abban- donandole nel famoso cassetto, anche perchè non mi si prendeva sul serio, poi, il susseguirsi degli eventi naturali della vita (matrimonio, figli, scuola ed altre diffico
Commenti (2)
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Raggioluminoso20 maggio 2010
Intorpiditi dal ritmo della vita fino all'arrivo di qualcosa di inasepttato. Una lirica dalle metafore molto efficaci per un ritmo strepistoso. Piaciutssima
Maria Assunta Mongiardo8 giugno 2010
Bellissime pennellate per disegnare immagini davvero suggestive e capaci di suscitare emozione

