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Riflessioni 20 maggio 2010 · lettura 1 min · 3896 letture

Come Nostro Signore

Mario Bugli 70 poesie pubblicate
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Ho visto un giovane ragazzo in carrozzella la testa bassa, leggermente reclinata mentre il sole colorava quel volto emaciato la mamma che gli faceva compagnia lo guardava con infinito amore sospirando gli occhi d’un profondo dolore io che ero poco distante sono stato preso da una forte tentazione di fare come Nostro Signore a braccia aperte ed occhi rivolti al cielo gridare " alzati e cammina " e se si fosse alzato, gli avrei detto; ora vai, corri a perdifiato gioca con gli amici e scorrazza in bicicletta nuota fino all’orizzonte e balla al ritmo sfrenato canta a squarciagola e ridendo bacia tutte le ragazze avrei omesso di dire " ti sono rimessi i tuoi peccati " poiché penso gli avesse già tutti scontati ma ahimè! ricordandomi della mia umana condizione non ho avuto il coraggio di così tanto ardire ho inforcato la bici e dopo avergli rivolto uno sbieco sguardo di commiato come gli altri in silenzio me ne sono andato.
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L'autore
Mario Bugli

"...tra il primo vagito e l'ultimo sospiro, il sogno infinito "

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Commenti (20)

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mario calzolaro20 maggio 2010

Questa Poesia è un atto di Amore e solidale fratellanza... merita di essere letta, e meditata

Giovanna De Santis20 maggio 2010

poesia che pervade l'anima per quanto amore altruismo nobile rivela, commossa m'inchino all'Autore, poema mirabile che conservo

Versi di riflessione... Una sensazione che può essere condivisa da chi, di fronte a determinate circostanze, vorrebbe potervi porre rimedio, forse con quel semplice gesto e dicendo quelle semplici parole "alzati e cammina"... e poi? già il poi sicuramente sarebbe diverso da quanto accadde quel giorno... Ma quanto vorremmo che questo accadesse. La penultima strofa evidenzia proprio la consapevolezza, il senso di impotenza che può prendere... "ma ahimè/ricordandomi /della mia umana condizione/non ho avuto il coraggio/di così tanto ardire". Letta con apprezzamento.

Silvia De Angelis20 maggio 2010

Profonda sensibilità posata su versi musicali ed ottimamente elaborati in una lirica gradita alla lettura e molto apprezzata

Rossella Gallucci20 maggio 2010

Una profonda riflessione sulla vita, un messaggio totalmente condiviso. Spesso ce la prendiamo per cose futili e non viviamo il qui e ora, preoccupandoci sempre di qualcosa che verrà dimenticandoci di quello che abbiamo e che invece è stato tolto a qualcun altro... Una poesia molto bella che denota una profonda sensibilità

Aldo Bilato20 maggio 2010

ho lavorato cinque anni con i disabili... e/o diversamente abili... il problema è che non abbiamo ancora una cultura in tal senso... che ci sviluppi una sensibilità tale da non inforcar la bicicletta e pedalare... la riflessione è da encomio... denota sensibilità verso il creato... dalla parte di chi è meno fortunato... si sta facendo molto ultimamente... ma non può bastare la pietà della gente... come al solito sono la istituzioni... che (permettete)...se ne sbattono largamente i coglioni... e a chi è condannato ad una vita in carrozzella... preferiscono una celebrolesa fotomodella... e magari la candidano pure... scusate lo sfogo, ma il problema... mi coinvolge e mi da pena... molto condivisa ed apprezzata. complimenti. cià.

D
Dario Fociani20 maggio 2010

Poesia meravigliosa di sentimenti comuni. Versi che ci insegnano a godere della perfezione nella quale nasciamo e a scansare le torture delle mille stupide paranoie di chi come noi ha avuto sempre tutto... Quasi m'ha commosso la tua poesia. Complimenti

ora che leggo con più accurata attenzione... ti dico che sei un grande e hai tutta la mia stima per questa considerazione... mi dai calore al cuore... e te ne sono grato... ti voglio abbracciare mio meraviglioso poeta e una strettissima stretta di mano

D
Dalassa20 maggio 2010

Li osservo da lontano, se sono vicini mi turbano fino a farmi sentire inadeguata con tutto ciò che faccio e ammiro profondamente chi sta accanto a loro prodigandosi per farli vivere dignitosamente. Chiedersi il perché tra l'essere abile o disabile, costernarsi e provare solo compassione forse cela una verità che razionalmente non si può accettare ma che rivela e ricorda all'umanità la fortuna di vivere quando della propria autonomia se ne fa buon uso. Sono sfortunati in questa terra ma credo fermamente in una loro splendida trasformazione dopo la morte. I versi di questa poesia sono sentiti a tal punto che mi sembra di leggere una parte di me così intima che sa tacere quando fugge da grossi disagi. Grazie per tanta empatia.

Raggioluminoso20 maggio 2010

Vi sono dolori che non si raccontano, dolori che stanno in sordina, dolori vissuti solo da chi li prova, mentre il mondo va avanti lo stesso senza curarsi delle diffioltà vissute da altri. Una sofferenza, questa che non viene considerata, se non per i numeri che equivalgono a spese dello stato che sempre di più, in questi ultimi periodi, sta abbandonando chi ha maggiori difficoltà. Ma nel mondo del reddito, dove conta il dio denaro, è così che funziona. Lirica che dimostra grande sensibilità da parte di questo autore. Molto sentita e condivisa totalmente. Complimenti

Adriana20 maggio 2010

poesia che arriva dritta al cuore, argomento difficile, siamo essere umani perciò è difficile capire, possiamo solo volerci bene, grazie Mario di questa bella poesia

Mauro20 maggio 2010

Credo che l'autore abbia voluto mettere in evidenza la " vigliaccheria" che prende tutti noi al cospetto di simili circostanze. Con i miracoli, vorremmo fare molto, ma nell'impossibilità di concepirli, ...saliamo in bici e pedaliamo. Questo ad indicare che a parole e nelle intenzioni, siamo tutti tanto bravi e compassionevoli, ma poi nei fatti... pedaliamo, pedaliamo, pedaliamo.

poesia che mi tocca nel profondo del cuore, poesia di un grande gesto d'amore per i meno fortunati... si il sole non nega i suoi raggi a nessuno... commossa...

Calogero Pettineo21 maggio 2010

con Mario, una magnifica lettura da non perdere, profonda, delicata infonde una sesazione di calma interiore. I miei complimenti.

Nadia Mazzocco22 maggio 2010

Una magistrale poesia, merita senza dubbio alcuno una segnalazione.

V
Violeta C22 maggio 2010

La conoscenza salva dall'ignoranza. Io lavoro tutti i giorni con queste persone e per questo ringrazio la vita. La sincerità sprizza fuori dai loro occhi e sanno donare più di quello che ricevono. Bellissima armonia... fiocco

T
Tonix2025 maggio 2010

un esempio di come la poesia risiede nel cuore, di come si può "ungere" con fluidità l'altrui sensibilità...al di là, se possibile, ma con rispetto, di metrica contorsionista. Come gli altri te ne sei andato... ma... hai guardato... hai imparato. Dovremmo farlo tutti... imparare- grazie

Gabry Salvatore30 maggio 2010

Riflessione profonda sulla diversità di tante persone che soffrono. Versi intensi molto ben espressi. Molto bella!

C
Catello Apuzzo13 giugno 2010

Leggendo questi splendidi versi avrei dato al poeta il potere di realizzare ciò che declama vista la grande umanità e nobiltà d'animo. Molto toccante e da fiocco

rosanna gazzaniga7 aprile 2011

commovente, emozionante; lo stesso impulso che sempre prende anche me, frenato solo dal pudore di ferire genitori che stanno aiutando il loro piccolo Gesù a portare la croce!