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Comicita' 24 maggio 2010 · lettura 1 min · 13287 letture

Ode alla scoreggia

G
Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Qual suono, qual verso, non di tromba né clarinetto; non era un timido uccelletto, ma un sibilo pernacchioso! Quasi un lampo un po' celato, liberatorio sonetto, ha lasciato qualcuno muto, davanti allo spiffero sospetto. Colpo di vento o agitazione, movimento plutonico o distrazione; in mezzo a tante fesserie, è sembrata l'unica cosa naturale, senza doppi sensi, senza smancerie. La notte, nel silenzio, come un petardo strampalato, concilia il sonno fin dall'inizio, con un fischio sordo, un po' di lato. Quale vento gonfia le lenzuola, sarà un fantasma birichino, non c'è più una mosca in giro che vola, ma si accendono le stelle, sul mio cuscino. Pioggia di sogni un po' annebbiata, parte in fretta come un motore a scoppio, un'altra scoreggia e anche questa è andata, dietro una russata soave ed uno risucchio.
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Sarà stato scirocco o maestrale? Forse la brezza di un soffio di luna, oppure uno spiffero intestinale. Dissacrante nota nella troppa serietà borghese.

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L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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