Il dono più grande
Della montagna incantata,
la vetta ascesa con affanno,
i sogni di quella adolescenza
che bussa alle porte del futuro
per cogliere l'essenza della vita,
ho visto dileguarsi.
Agevoli sentieri, percorrere dovrei
per ritornare a valle, con passo lento
e cuore che si affretta.
La vita però,che matrigna non mi
è stata, ha richiamato con voce
ferma e risoluta colui che sorregge
la bilancia del destino indicando
il mio piatto desolatamente
vuoto.
In dono, dalla primavera magicamente
partorita, tu mi sei stata data: occhi
verdi come prati appena tappezzati,
labbra rosse di melagrana al maturare,
volto ancor più luminoso che l'albeggiare
estivo.
Fertile il tuo corpo come la terra di quell'Eden
di cui si favoleggia, misteriosa e tutta da
scoprire al pari di enestricabile foresta.
Grande, immenso dono sei, amata mia!
Bella, bella come luna nella notte del suo
maggior splendore, tu m'appari.
Saprò essere io l'immensa terra che l'attira?
Compito arduo il mio, ma non mi tiro indietro,
perché seppur verrà la morte avrà il tuo volto
e non mi parrà morire ma cullare.
Chi un attimo di vita così fulgido può
vivere, agli dei dev'esser grato.
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Commenti (3)
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Kiaraluna24 maggio 2010
Il dono più grande...è meraviglioso leggere tanto amore per la vita e le sue bellezze... vorrei poterci riuscire allo stesso modo. Un vero canto d'usignolo, stupenda poesia.
Silvia De Angelis24 maggio 2010
Meravigliosi versi che si soffermano sulle bellezze della natura e la rapportano alla creatura amata... lirica gradita e molto apprezzata
Nadia Mazzocco31 maggio 2010
Molto colpita da questi intimi pensieri che hanno dato vita a una lirica magistrale per intensitá e bellezza. Veramente straordinaria, anche la chiusa!


