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Morte 28 maggio 2010 · lettura 1 min · 2351 letture

Cosa è rimasto nel paniere appeso al balcone?

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Aveva attraversato soltanto il fiume dell'adolescenza e viveva con la simpatia della vita accanto L'odore di mandarino del giardino della nonna trascinato nel sangue da un guerriero su un destriero di lamiera La mamma odia la zingara che predisse al figlio un lunghissimo cammino pieno di zucchero e di fiori senza nessun crisantemo Cosa c'è nel paniere appeso al balcone? Tutte le bestemmie che la madre non ha saputo lanciare? Il sangue di un giorno che è arrivato per verniciare di catrame cuori e anime vergini al dolore? Gli sputi di tanti ragazzi che hanno vomitato la morte di un angelo che volava insieme a loro? Cosa è rimasto nel paniere appeso al balcone?
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E' tutto di fantasia. Non ho tratto questo dolore da un fatto realmente accaduto. Ma ho lavorato solo con l'immaginazione. Ho rivisto il dolore, che per tanti anni come cronista ho raccontato.
Ma la madre che perde un figlio trova lo strapiombo dentro le sue viscere.
Potrà ridere, scherzare ma lo farà sempre dentro al suo immenso vuoto.
Cessa di essere di carne e diventa di marmo.
L'unica cosa che riesce a non abbandonare è il suo dolore, compagno di viaggio fisso che in fondo ama perché è l'unico che può darle la speranza
di non soffrire più.7 maggio 2014
L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (9)

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come il senso emblematico della non appartenenza... quando si ama si chiede anche a persone che crediamo ci predicano... il restante di tutta la nostra vita... hai scritto una perla di poesia... nel suo triste è stupenda... complimenti... abbraccio

Grazia Bianco28 maggio 2010

sublime è dir poco .quella tristezza feroce che serpeggia in ogni verso da i brividi...

Giovanna De Santis28 maggio 2010

poesia di forte impatto di dolore per la morte in un ricordo indelebile, commossa non trovo parole, magnifica stesura per versi struggenti, inchini Giorgio

Kiaraluna28 maggio 2010

Dolore e rabbia allo stato puro... la morte non è una signora... ma un subdolo demone senza volto né coscienza... e non conosce il sapore delle lacrime. Immensa... grazie.

Aldo Bilato28 maggio 2010

questa poesia è stupenda!...sia per stesura che per il significato... crudele la vita ci ha insegnato... a viver della morte solo il dolore... ci lascia sempre il gusto amaro del peccato... noi che restiamo appesi ai perchè... e per come... non ci capacitiamo ed sputiam livore... vivissimi complinìmenti!...cià.

D
Dalassa28 maggio 2010

Molto bella e sentita nel profondo. Dipingere un dolore con parole che possono dar senso ad un'immagine di silenzio che turba da sempre la psiche di ogni essere umano. La morte non si accetta, impariamo a metabolizzarla come possiamo. Qui c'è grande maestria che conduce il cuore a commozione.

Raggioluminoso28 maggio 2010

Versi molto forti che lacerano e mettono in subbuglio anche l'animo del lettore. Molto si legge fra le pieghe di ogni verso. Davvero splendida

Clara Gismondi28 maggio 2010

La vita non dà mai a piene mani... Ma il dolore e la morte vengono ugualmente a svuotare il paniere... di sogni e di predizioni. Bellissima con un ritmo particolare ... La domanda ricorrente è veramente emblematica di ogni vita...

Avevamo un paniere colmo di doni, profumati e freschi, ma qualcosa l'ha deteriorato, corroso, contaminato. Sangue, sputi, catrame e tante parole amare... Questo è il paniere della vita, rimasto appeso a quel balcone, nell'attesa che passi l'angelo della morte a staccarlo dalla corda, con un solo movimento della sua falce.