La donna sul sasso
Le mani vecchie, usate, asciutte come carta di giornale già letto,
disegnate col blu di un cartografo pazzo.
Ogni falange un nodo, spot dell'artrite. Le unghie in prima linea,
eroine del pesto e con esso tritate, le altre vittime di annosi bucati,
trasparenti veline, quasi senza.
Sui polsi cataste di legna, mille culi di figli, mille teste malate,
mille catini di zinco, mille mondi tenuti su.
Si muovono, quelle due disgrazie e partoriscono fiori di seta,
immacolate sinfonie di trine purissime e morbide onde,
candidi intrichi, vomito d'angeli.
E sorride la donna, mostrando i denti dimenticati.
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Commenti (2)
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M
Maria Rosy29 maggio 2010
Eppur se si guardano meglio non sono poi tanto vecchie queste donne che hanno sulle spalle le fatiche di ercole Bellissima descrizione in rima
G
Gabriele Prignano29 maggio 2010
Raffinata e puntuale nella sua suggestiva descrittività. E' un ritratto, una storia carica di anni e di fatiche. Rivelatrice di una lodevole, amorosa attenzione al mondo dei "deboli".