Cronistoria di un'escursione
Francesco Pozzato
115 poesie pubblicate
+ Segui
M'accingo a scriver per diletto
privo di gloria e alcuno affetto
la storia non di fama nota
su quella chiara zucca vuota
che venne a Sauris per far festa
e tornò con un grillo in testa.
Chiamato fu Puffo Ricchione
per il suo fare da coglione.
Correva il ventisette Aprile
e ribolliva pur la bile
per la stagione allor del cazzo
e per il mattinale andazzo.
Svegliato quindi alle sei e venti
una bestemmia uscì dai denti
ed alla madre contrariata
disse che quella fu russata.
Più tardi tanto per cambiare
l'FTV scelse d'arrivare
un quarto d'ora e più in ritardo:
"Autista quanto sei bastardo!
Se perdo il treno me la paghi
in tutti i luoghi e in tutti i laghi!"
Trascorse il viaggio tutto in piedi
pregando i cavalieri Jedi
che il cielo non cadesse in goccia.
Purtroppo gli rispose Moccia
che sta tre metri sopra il cielo:
"Mmm, el tempo non l'è mia belo!"
Piazzale fuori la stazione:
non l'ombra di sauran persone...
L'acqua poi arriva già alle spalle:
continua a piovere: che palle!
Da lungi appaion Sandro e Giulia,
manca Varotto, ma Alleluia!
con sol mezz'ora di ritardo
giunge l'aitante prof gagliardo.
Il viaggio fu tranquillo e calmo
sennonché il laureato palmo
mai rilasciò l'altoparlante
e tacque il prof per un istante.
Qualcosa ne sa il pover Sandro
che nell'oscuro suo meandro
per coprir le parole amare
prese persino a belare.
"Scusa, eri tu il ragà belante?"
Cristiano mio, parole sante!
Divenne quindi il loro motto
in sino al lancio con il botto
quando il "culetto" di Valeria,
mite ragazza tutta seria,
del divan ruppe quella toga
oh pardon, dir volevo doga.
"Qualcosa in gita pur va rotto"
fu dunque il loro nuovo motto.
Alla bottega poi d'Ermanno
la Cento tese lor l'inganno:
"L'India sapete com'è fatta?"
e tra le gambe una vu esatta.
Lasso di grande serietà:
Cento, ma vai a cagare vah!
Veniamo quindi alla serata
molto, ma molto alcolizzata.
Qualcosa ne sa la Silvietta
che di liquori e vin s'alletta.
Nel ristorante il prof irrotto,
s'erge un saluto e un cin: "Varotto!"
Manco a pensarlo fu la Cento
col braccio sempre in movimento,
dal basso in alto, da su in giù
ormai ubriaca sempre più!
Per poi citare Alberto Stasi,
nascosto a Sauris ("No dai tasi!")
il qual compiva pure gli anni
nel bel mondo del Camanni.
Quindi altra birra, poi altri giri
di giallo vov in più sospiri.
Soggiunse quindi un altro guaio:
micropolicistico ovaio!
Al ché rispose il tamarrone:
"Basta! Divento culattone!"
Di notte il colle brulicava
di gente fuor che rotolava
giù dai declivi in più abbracciata:
chissà che s'era già fumata!
Ad una storta l'Anna chiese:
"Oh, voi due, che vi siete prese?
E' tutto apposto, tutto ok?"
"Cazzo! Ma vaffanculo dei!"
rispose l'altra molto dura:
eh Anna, ammirava la natura.
Cos'altro poi da segnalare?
"Sappiamo cosa state a fare!"
"No! Come fate? Chi l'ha detto?"
Mona, nianca sgamo o sospetto!
E le chiamate al centralino
avrebbe riso l'orso Dino.
Or dice al test chi è stato mulo:
"Prof Mauro, ma va rotto in culo!"
Qual era il grillo per la testa?
Organizzare questa festa
per ricordare i tempi belli
e anche gli amici, sempre quelli!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Francesco Pozzato
Francesco Pozzato nasce a Vicenza l'8 Febbraio 1990. Frequenta le scuole inferiori nel suo paese, Sandrigo, con ottimi risultati. Decide quindi di iscriversi presso il Liceo Scientifico J. Da Ponte di Bassano del Grappa, dove matura col massimo punteggio. Tra la 3a e la 4a Liceo muta considerevolmente interessi, passa
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
