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Fantasia 30 maggio 2010 · lettura 1 min · 2526 letture

Non me la spasso

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Alzato ma senza gloria di sanato umore scendo giù e arrossendo come solo un pupo sa fare corteggio la signora dell'ultimo piano Sbuffo aria di nafta bruciata in questo vicolo di noia affaticata Pensando alla donna che non mi vuole amare e a quelle che se la tirano e basta Mi metto poi in comunicazione con il mio creato di sogni che non scadono mai e dopo aver lanciato la mia non mi va di scorrere le altre poesie L'amica mia nel fine settimana non s'affaccia alla finestra Chiude porte e portoni e non vuol saper di gioie e dolori Vagabondo vado a spasso in questo sabato senza un sogno in tasca e un'idea in testa Meno male che all'una arriva la mia sposa e mi prepara qualcosa da mandar nel pancione
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (7)

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Raggioluminoso30 maggio 2010

Una lirica trasportata in un flusso di coscienza, un diario interno esternato. Tecniche di comunicazione reali e quanto mai efficaci. Ed è così che scorre un sabato qualsiasi, sensazioni, emozioni e nafta - lina, quel tanto che basta per farci sentire ancora vivi. Versi molto significativi e apprezzati!

Aldo Bilato30 maggio 2010

autore che mi piace un casino!... oggi questa lirica ci dona... un quadretto fantasioso di metafore... ed il ritmo rallentato dell'incedere vagabondo... finisce per arrendersi... in un piatto tondo... complimenti. cià.

Pino Tota30 maggio 2010

Per chi nella vita non può avere tutto bisogna che si accontenti di avere... moltissimo... ma una delle cose più difficili è liberarci delle cose che non abbiamo:

Kiaraluna30 maggio 2010

L'indolenza del vivere... ci si lascia portare dal vento, non importa dove. Piaciutissima e condivisa.

Silvia De Angelis30 maggio 2010

...un'idea, un desiderio... forse è troppo faticoso metterlo in pratica... apatia nello scorrere la lettura dei versi... tutto sommato ci si rilascia sull'inedia del quotidiano con la solita "pastasciutta salvatutto"... Lirica molto piaciuta

Clara Gismondi30 maggio 2010

L'incedere lento della poesia si adatta alla fatica del vivere quotidiano che stai disegnando con gran numero di esempi. La noia deve essere brutta io non l'ho quasi mai vissuta ma vorrei rallentare un poco il ritmo... forse non troppo ma il giusto (non vorrei fare la fine di chi stai descrivendo)

Ogni volta che si avvicina la tanto agognata prospettiva di una giornata in totale assoluta "noia", mi preparo a godermela, ma poi... mi prende un'ansia... quasi da prestazioni, perché non riesco a togliermi quella maledetta abitudine di "ottimizzare" il tempo, così è con sommo piacere che, quando giunge l'ora di andare a nanna, sono finalmente felice come una cretina al pensiero del giorno dopo, quando ricomincerò a correre come un'alienata!