Pelle
Alfredo Mercutello
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avea il profumo attorno a lei
il suo nome come un mazzo di fiori
dalle tinte vermiglio sgargianti
poi la musica che le si posava addosso
sulla pelle liscia come fosse una carezza
quella camicia di seta accollata che le scendea
fino a lambire le sue grazie gradatamente velate
il suono di un violino ad accompagnare
ogni nostro contatto rubato alla realtà
estirpato da una natura stretta e crudele
il sogno patinato di vederci assieme sotto l'albero
le sue fronde per celare ogni nostro peccato
ed una foglia che leggiadra le si posa accanto
ciò che mi rimane un odore che si perde nel tempo
e una malinconica foglia morta
...senza più lacrime
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Commenti (1)
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Anna Elvira Cuomo1 giugno 2010
Sai comunicare davvero bene sai, perché mi è sembrato di essere lei... sotto quell'albero; sentivo addirittura il freso accarezzare di un venticello leggero di fine estate... sarà vero o no, mi hai fatta provare una bella emozione. A questo serve anche la poesia, vero? Grazie per l'emozione provata

