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Amore 1 giugno 2010 · lettura 2 min · 3379 letture

Sono un erettile

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Adrian Suciu 8 poesie pubblicate
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Sono un erettile camminando verso te un erettile trascinato seconde le leggi incomprese delle balene e altre mille specie. Trascinato nella burrasca verso te lì dove le mie vene intrecciano le tue e ogni tuo osso cresce dalle miei cartilagini. Tutti hanno scritto poemi sul sesso. Hanno tagliato mille foreste per le loro parole. Hanno raccontato nei bar e hanno fatto dei film con pause di dialogo. Io sono un erettile trascinato verso te e bestemmio per le strade deserte: vorrei trovare almeno due astronomi da portare ai piedi del nostro letto. Sono sicuro che potrebbero capire il segreto della dissoluzione finale e assistere al grandioso spettacolo di un buco nero divorando un altro buco nero. Anni luce per perdersi in ogni tua particella e mille stelle sono morte per poter stare nudi faccia a faccia. Fra montagne di anni ci guarderemo tra le stelle sparse in morte riconoscendoti da lontano. Ma ora sono solo un erettile trascinato verso te li dove le vene scoppiano e le ossa bruciano come legna nel fuoco. Questo letto contiene mappe per le quali sarebbero invidiosi tutti i cercatori di tesori. Non scriverò più del sesso con te. E' l'ultima volta. Sono un erettile trascinato verso te ogni pensiero è una rovina, ogni ricordo una tortura. Ma tu tutto questo lo sai. Scrivo per quelli che non hanno mai vissuto l'orgasmo assediato dagli strappi, coltelli nel cuore, dolori nello stomaco, allucinanti luci sulle retini. Per quelli che non hanno sentito bruciare i loro occhi e sanguinare le loro labbra. E noi che abbiamo vissuto tutto questo e altro vivremo il resto in silenzio. Un pensiero fugace porterà lo svenimento e l'umidità dentro di noi sia che saremo anonimi tra la gente o in fila agli sportelli per pagare le tasse, sia che accarezzeremo i parenti o i cani, oppure faremo sesso con gli altri. Non ho scritto tutto questo perché pazzo. Sono un erettile perso, una bussola senza Nord e non potrei mai raccontare niente a nessuno. Sarei ridicolo come San Giovanni che lotta con uno scarafaggio.
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L'autore
Adrian Suciu

nasce a Nasaud, Romania, il 21 dicembre 1970. Laureato in lettere, dipartimento lingue straniere, presso L’Università di Cluj , Romania. Giornalista. Autore dei volumi di poesia : Solo( Singur) casa edittrice Euphorion, Sibiu 1996 Notti e giorni( Nopti si zile) CE. Arhipelag, Tirgul Mures 1999 Just so poems

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Commenti (2)

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Clodiaf09041 giugno 2010

Anche se la disposizione del testo è un po' troppo compatta - a mio modesto giudizio - quindi vicina alla prosa e nonostante qualcosa della forma sia, credo, da rivedere, trovo questo testo di grande forza espressiva e di notevole impatto. Il discorso poetico si snoda con immagini originalissime, lucide ma misteriose, e coinvolge il lettore fino all'efficace finale. Innovativa.

mario calzolaro2 giugno 2010

Vero: molto originale come idea e come composizione. Trovo il commento di Clodia assorbente rispetto a ciò che penso. Lo condivido. Complimenti all'autore.