Rimanga tra noi
La città
è indifferente
come le viscere
di un uccello ucciso.
Tu sai che le feste
sono perfette
per invecchiare tanto
e da solo
sotto la maschera
della felicità d'occasione.
Sei tenera
come un ateo
che accende candele
per i morti,
nell'idea che non si sa mai.
La mia mano
è una vipera gelata
tra il tuo seno
e lenzuola con orme
di corpi e sonno.
La mia mano
è una bestia
svanita nel giardino
delle bestie domate.
Sono colpevole
da tanti giorni.
La mia mano gelata
e l'unico momento che alzo
come una bandiera bianca
in una guerra bianca.
©
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L'autore
Adrian Suciu
nasce a Nasaud, Romania, il 21 dicembre 1970. Laureato in lettere, dipartimento lingue straniere, presso L’Università di Cluj , Romania. Giornalista. Autore dei volumi di poesia : Solo( Singur) casa edittrice Euphorion, Sibiu 1996 Notti e giorni( Nopti si zile) CE. Arhipelag, Tirgul Mures 1999 Just so poems
Commenti (1)
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workinprogress17 giugno 2010
questa poesia, che di prosa non ha nulla, mi ha coinvolto per l'originalità delle immagini e delle metafore utilizzate. l'unica punto negativo è che, secondo me, è spezzata. ogni strofa è un'immagine a se stante, rappresenta un quadretto che non riesce a legarsi agli altri. comunque una buona scrittura.