Tabula rasa
Non mi dicono niente
tutti gli arabeschi
del vostro sapere
con una scure severa
ho tagliato tutti i ponti
dietro di me
disilluso e lontano
dubito e guardo
il cumulo di convenzioni
e d'ipocriti riti
con cui vi riempite le vite
correte affannati
di vuoto esaltati
assisto indifferente
all'ammasso di niente
strano passeggero
d'un treno un po' insano
non posso restare
ma non so dove andare
del controllore l'orrore
mi manca il biglietto
difetto costante
di valore sonante
non sale illusione
in nessuna stazione
ed ogni fermata
s'è dissacrata
mentre suona il concerto
vedo il deserto
ti è trasparente
l'ipocrita gente
lento è avvizzito
il sogno proibito
tutto è compresso
nell'interno possesso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!