L'ospedale del mare
Mi hanno dimesso
dall'ospedale del mare,
e il mattino, navigando,
mi ha trafitto.
Solo un sogno, una tempesta
sanguinante libri e follia
mi acceca. Bianco
sorriso tumefatto.
Il timone, sradicato dal legno
e affogato nell'acqua,
non è fuggito troppo lontano.
E quel fiore,
bianco di antica bellezza,
mi uccide gli occhi.
Il timone è scomparso,
liquefatto.
Nuvole, bagnate di mare,
sfumano nel vento.
Piovono rumori di città.
Fiorisce la guerra e di fiori
si riempie il cielo.
Il mare grida
suoni rotti
e ritmiche ferite.
Fiamme solitarie,
risvegliate dal sonno,
si tramutano in sogno.
©
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