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Riflessioni 3 giugno 2010 · lettura 1 min · 5152 letture

A te che mi guardi con sospetto

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Lancio schegge di sogni nello stagno del conformismo Mi guardi e non scappi perché hai paura di inciampare Mi parli e non dici quello che il cuore ti detta e te la prendi come se fossi di un altro pianeta sol perché io al mio cuore do molto retta Disegno concetti pivellini sui muri della mia esistenza Esplodere le viscere ti fan i miei scritti perché son fatti con il sangue della ragione e con il miele dei buoni cuori A te che mi guardi con sospetto dico che spesso canto la luna ma forse hai ragione quando dici che è proprio da lì che provengo
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (12)

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Grazia Bianco3 giugno 2010

Provenire dalla Luna è la migliore delle provenienze

Calogero Pettineo3 giugno 2010

In amore dar ragione al cuore, per le altre cose è meglio usare la testa. piacevole lettura.

Kiaraluna3 giugno 2010

Neanche l'amore riesce a sfondare la porta dell'incomprensione a volte e non si rieesce a rassegnarci a vederla chiusa. Davvero intensa e molto piacevole.

E' il destino di noi poeti quello di essere considerati spesso esseri di pianeti diversi e, perciò, essere incompresi a volte anche da chi ci ama. E tu questo concetto l'hai espresso con la raffinatezza di un vero poeta.

Silvia De Angelis3 giugno 2010

La luna è un meraviglioso, particolare satellite che, talvolta, ci rende lunatici... ma in amore si ragiona con il cuore, in tutto il resto bisogna tener salda la razionalità... Lirica piaciutissima

Mario Bugli3 giugno 2010

Gli occhi dicono, e non solo i poeti, che siano lo specchio dell'anima, pertanto ognuno con lo sguardo proietta il suo profondo sentire, che sia di sospetto o anche d'ammirazione. Quello che conta è di rimanere noi stessi e tenersi lontani dal conformismo... che ci vorrebbe tutti uguali e senza ali!

Clara Gismondi3 giugno 2010

Il cuore detta legge in faccende d'amore non c'è proprio da controbattere su questa questione: è lampante! Mi sto accorgendo anche che la ragione a volte non riesce nemmeno a scalfire la potenza del cuore e questo a volte mi fa sentire impotente... Mah! Bella poesia, .

Moreno il Duca3 giugno 2010

la luna un bellissimo astro amico dei poeti e dal particolare fascino in amore però è sempre ragionevole stare a sentire il cuore complimenti poeta

Raggioluminoso3 giugno 2010

Alle volte vi sono delle incomprensioni, soprattutto quando l'animo è schiettto e il cuore smania. Ormai la maggior parte delle persone seguono "filoni standard di percezione" e appena uno esce dal confine delineato, ecco che viene preso per marziano. Ma per fortuna che ve ne sono di marziani a questo mondo. Anzi - l'uso della luna è ancor più significativo - in riferimento alla parola "lunatico". Lirica che ho apprezzato moltissimo. Significativamente bella e ben composta. Graditissima!

Danielinagranata3 giugno 2010

Per me che vengo da un altro pianeta ho trovato questi versi irresistibili

Cuccu Anna Maria3 giugno 2010

A volte quando il nostro comportamento o il nostro pensiero non è permeato da conformismo e non corrisponde a determinati cliché rischiamo di essere considerati marziani o svitati... Condivisa totalmente. Apprezzatissima.

Il sospetto genera diffidenza, verso il diverso, verso l'"alieno", colui che canta fuori dal coro, che sembra comportarsi con l'ingenuità ed il candore di un bambino. Fa paura, questa creatura così lontana dal comportamento così "uguale" del resto del mondo... così meglio non contraddirlo, accondiscendere, con un pizzico d'ipocrisia, ad ogni sua parola, nell'attesa che si riveli... o mostro o creatura di un altro pianeta.