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Natura 4 giugno 2010 · lettura 1 min · 2862 letture

Seduto

Alfredo Mercutello 981 poesie pubblicate
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Seduto... seduto neanche fosse un decrepito vecchio mezzo uomo freddo rigido raggrinzito in ogni sua movenza con gli occhi attorniati di livori dove neanche la tristezza trova spazi su cui posarsi perso uno sguardo uno sguardo neanche quello quante dimensioni avrà oltrepassato il suo pensiero tra sentieri di ghirlande ed odorosi ricordi ancestrali la fine un premio il cui dono nemmeno una lacrima seduto come ad aspettare la sua giovane compagnia come a sperare sperare di sentire ancora un sussulto ancora una carezza seduto mentre il vento leggero se lo porta via tra i racconti di una storia infinita infinita.
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L'autore
Alfredo Mercutello

Leggere. www.alfredomercutello.sito24.it

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Commenti (3)

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Perlanera4 giugno 2010

L'assenza di un qualche elemento circostante del panorama esprime benissimo il senso di solitudine. La messa a fuoco dell'autore è tutta concentrata sul personaggio seduto su una panchina; il contorno non esiste. Un anziano solo, col suo passato e forse la speranza di una carezza, di un gesto che lo faccia sentire ancora vivo, mentre sembra essere già in un altrove... Una bellissima poesia, molto toccante, molto ben strutturata. Vedendo i fiocchi che si mettono quà e là, per "poesie" insignificanti, a questa, come a poche altre che sembrano passare inosservate, dovrebbero metterne cinquanta! ps. scusami il tono polemico, ma è necessario che si capisca la differenza tra uno scritto e una poesia.

Monilèo4 giugno 2010

La vita umana nel suo scorrere, la forza di un'esistenza che è stata perno e centro del mondo, e che ora, nell'approssimarsi dell'addio... "...il vento / leggero se lo porta via". Poesia di grande sentimento e di notevole levatura estetica, che sicuramente si fermerà a questi soli due commenti, o poco più, perché vale. Con questo andazzo si va a finire nell'assurdo che veramente assumono reale valore poetico le poesie poco commentate. Quindi, come si è bene imparato da tanti discorsi, la poesia non sta mai in primo piano. ma è sempre subordinata all'amicizia. L'amicizia innanzi tutto, poi, se del caso, si può dare un'occhiata anche alla poesia di sconosciuti o quasi. Che non sono però "amici". Ed è allora improduttivo fare un commento.

Barbara Golini5 giugno 2010

mi dispiace, non sono una critica letteraria, ne conosco alcuni che lo fanno di professione e so il lavoro che necessita e la cultura che ne comporta, nel mio modesto contributo ti dico che questa è la seconda volta che ti leggo e ti ho scoperto per caso nella miriade di poesie del sito e quel che mi ha colpito della tua poesia è stata la tua grande capacità di esprimere l'assenza di sentimento in chi sembra aver vissuto tutto e manca di stimoli che riescano ancora a muoverlo. Un desiderio e un rimpianto, ho condiviso molte volte la sensazione dell'assenza di sentimento, dell'essere sospesi nel limbo, anche se non ancora anziana (sono sulla via però)è molto triste e soprattutto una sofferenza senza la sofferenza. Questo m'è sembrato coglier