Difetto

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ancora una volta sorprendi per l'abilità con cui riesci a versificare e trasmettere pensieri in una maniera egregia e magistrale. Profondo il significato e soprattuto molto condiviso nel punto in cui parli della vergogna. Sentimento che oggi sfugge a molti che invece è di gran valore, permette di non essere scorretti e di non stare sempre a malignare. Non dico splendio né superbo dico solo che sei geniale perché sai coglier sempre quello che tra le righe aleggia e renderlo in modo originale.
Una lirica senza difetti e con grandi pregi. Da essa si evince cultura, sensibilità e analisi lucida di come la società stia perdendo nell'imperfetto! Barbara ha espresso molto bene la valenza di questa poesia!
L'ego in avaria diventa capriccioso: s'abbuffa, ingurgita, si riempie di tutto ciò che il mondo vomita, senza selezionare ciò che è davvero appetitoso e ciò che è veleno pestilenziale. Non si vergogna nemmeno più di farsi vedere con la bocca piena, dalla quale cadono gli avanzi di ciò che ha appena ingoiato senza nemmeno masticare... Avrei voluto scrivere un commento più erudito, ma quell'"avaria" mi ha mandato in tilt la ragione, così ho preferito lasciar parlare il cannibale che vive dentro di me!
Difatti difetto:...nella nostra società, a livello morale, chi è all'altezza del proprie... bassezze, è già un uomo di una certa... statura!
la grande capacità espressiva dell'Autore, particolarmente sofisticato, colpisce ed induce- sempre - a riflessioni profonde.
Il giusto si vergogna... l'ingiusto no. Questa è saggezza buttata alle ortiche del menefreghismo... la vergogna è quasi impossibile da trovare. Sentitissima Aldo, condivisa in toto.
Verissme e profonde considerazioni in una lirica estremamente originale che scandisce particolari concetti su cui argutamente riflettere... Versi apprezzatissimi
Un bel gioco di parole dietro il quale, come sempre, si cela ironicamente (o umoristicamente) una ancor più bella riflessione. Piaciuta come sempre. Anch'io te la segnalo e spero che, almeno per te, questo valga.
ironica e originale... si pone in un quadro di riflessioni e pensieri, apprezzatissima questa è da appendere come un quadro e da leggere e rileggere ovviamente da conservare
La giustizia... la conosce chi di giustizia vive e si vergogna perché cosciente che di giustizia si vive poco. Chi vive del proprio ego è concentrato su di sé come Narciso e non si accorge di non provare dubbi sulle sue idee tanto da non vergognarsi mai... Se si vive allora fuori da se stessi arriva lampante l'idea che l'uomo imposta la propria vità su di sé, un antropocentrismo collettivo che porta alla distruzione, un difetto genetico? E Edipo cosa dice? Che i complessi, le colpe che geneticamente ci portiamo appresso sono parte integrante di noi... Forse è possibile liberarcene? Bellissima riflessione, porta lontano!
Il difetto è difficile analizzarlo o addirittura riconoscerlo... sopratutto il proprio. A volte si tenta di peccare di narcisismo. Lettura molto interessante e sopratutto un vero spunto di riflessione
Originale... come nel Tuo stile e nella inconfondibile poetica! La sete dell'ego in avaria non è schiuma dei giorni... la trovo strepitosa. Applausi Fiocco!












