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Impressioni 6 giugno 2010 · lettura 1 min · 3783 letture

Sentiero di L'Aquila

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Violeta C 171 poesie pubblicate
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Spighe di grano spuntano dalle macerie e chiedono sangue. Le voci, i silenzi corrono lungo i muri feriti dalle urla della Terra. Scendono nelle tenebre le anime in cerca di vita. Portano pesi di sogni mai vissuti, vagano tra polveri di stelle, si nutrono nel canto degli angeli. Sono una fenice, risorgo dalle mie ceneri o dalle mie macerie. Porto fiori sulle rocce del male e aspetto... che sorga il sole sull'alba di questo tramonto. Primula, nata in mezzo alle tende sulla Terra di nessuno, accompagna il timido sorriso dei bambini, si nutre di sogni e beve lacrime... cresce nella città del pianto.
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L'autore
Violeta C

La poesia è un’intima amica alla quale confidare ed affidare la mia anima. Vivo a L’Aquila dal 1994. Ho 2 figli adolescenti e lavoro come insegnante di sostegno. La passione per la poesia si è rivelata in seguito ad un tragico evento accaduto alcuni anni fa a L’Aquila: il terremoto dell’Aprile 2009. Ho iniziato a scr

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Commenti (5)

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Danielinagranata6 giugno 2010

Versi toccanti per una cruda e nuda realtà una delle più belle lette oggi una terra devastata che urla il suo dolore nel pianto delle persone... ma questa terra come la fenice riuscirà a risorgere forte e fiera dalle sue ceneri

Raggioluminoso6 giugno 2010

Commovente. Solo chi ha vissuto la tragedia del terremoto può compenetrare lo strazio subito dalle popolazioni che hanno vissuto il tormento del terremoto, che per altri non è nemmeno immaginabile. Molto sentita e condivisa!

Antonio Biancolillo7 giugno 2010

Un fiore di speranza... un fiore che sa rinascere... nutrendosi dei sorrisi profumati di bambini e tra le lacrime e il vento dei sogni... Un risorgere che merita...

Gerardo Novi7 giugno 2010

Una traccia indelebile che la tua terra ha voluto lasciare nei cuori di chi ha vissuto codesta tragedia... ma la nuova fenice risorge più forte di prima per non abbandonare le genti e le terre da lei amate, nel leggerla, credimi un brivido mi ha attraversato, sppledida e reale come la poetessa.

Elisabetta Maltese13 giugno 2010

Sono versi duri da leggere soprattutto perché riportano la mente a quanto accaduto e al dopo. Ma mi colpisce la dignità e la fierezza con cui il dolore è presente e tangibile. Per nulla facile, a mio avviso e vista l'entità della tragedia, scrivere versi così puliti e decorosi nella loro cruda realtà. Chapeau!