Di pane e miele
Rita Minniti
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Vento nei capelli
d'un profumo che m'assale
e un tarlo nella mente
si fa strada.
E penso alla mia terra
abbandonata al suo destino.
Non ritrovarti,
come t'ho conosciuta
mi ferisce,
pur nel disagio
dei giorni di pioggia,
che scolorivano le tasche,
ma che di pane e miele
andavi fiera.
E piange il mio cuore
nel ricordarti
sana nelle tue pretese,
lasciando che i gabbiani
volassero liberi nel cielo.
Terra derisa
dal disordine di menti
che t'hanno usata,
bruciata,
usurpandoti la dignità
a caro prezzo,
ma non nell'anima,
di chi ancora crede.
Perché nel tuo azzurro,
ritorna sempre
una rondine al suo nido
e la speranza,
di spighe che baciano il sole
e un mare desiderare la riva.
©
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L'autore
Rita Minniti
Commenti (3)
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Raggioluminoso6 giugno 2010
Una lirica molto significativa. Pane e miele - ingredienti irrinuniabili. Una chiusa nella direzione della speranza. Molto significativa!
Carlo Fracassi8 giugno 2010
Mi sembrava che avesse un ché di familiare questa poesia del cuore; praticamente sono stato per vent'anni fra la mia terra d'origine e la Calabria!
Salvatore Ferranti8 giugno 2010
poesia dedicata alla propria terra, in versi che attraggono per la loro bellezza. le origini sono importanti. ed è impossibile che ci si dimentichi di un luogo, di una pietra, di un tramonto ... poesia apprezzatissima.



