Cammina, cammina
Hariseldom
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E cammina, cammina
arrivammo a Pescara
la rotonda era piena di stranieri
qualcuno vendeva fragole di Popoli
altri giocattoli di Spoltore
ma nessuno amori.
Così lanciammo i libri
e disegnammo una rivoluzione sulla sabbia
e la radio gracchiava dediche storte
sotte le antenne di RadioPescara.
Allora provai a respirare
nelle panchine dell'università
e lei era bionda
ed era piena di me
ma sua madre non voleva.
Riprendemmo la strada
per Piazza dei Martiri Pennesi
prima che la notte
ci tagliasse le vene.
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Hariseldom
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti6 giugno 2010
Gentile autore|autrice, io questa poesia la trovo bella, ma è in una forma troppo prosastiche. E in questo sito, poesie di questo tipo pare non siano ammesse.

