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Natura 8 giugno 2010 · lettura 2 min · 2604 letture

La mia terra

laura marchetti 255 poesie pubblicate
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come madre mi porta in grembo scioglie le sue briglie al vento e con lacrima di rugiada cavallo bianco, corre incontro alla vita. La mia terra si stende come donna sensuale fra dolci colline che diradano giù verso il mare. È la terra di chi ha i segni nel viso e nelle mani, del sole e della fatica, che l'ha accarezzata come amica e ha disperso i suoi semi nel suo ventre, sempre fertile e generoso. Si affaccia la vita su di un campo di grano una piccola formica, lentamente si muove e guida un trattore giù verso il piano. E dopo averlo dolcemente pettinato e curato, come un bambino oggi raccoglie i suoi frutti, quel chicco di grano che lento trascina giù dentro quel mare di zolle, in mezzo a quei flutti. Terra libera e pronta ad accogliere in seno chi la vuole conquistare, una bella donna che profuma di vento, di sole e di mare. Che dirige un'orchestra tante vite, quella del cigno per eccellenza Rossini note di un passato, dal conservatorio una musica dolce, un suono di violini. Eclettica e un po' provinciale, si asciuga una lacrima e si mette a lavorare. Dentro le fabbriche in periferia la musica diventa rumore di seghe, di macchinari e di code di operai che alla sera, vengon via...
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dedicata alla mia città PESARO

L'autore
laura marchetti

Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha

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Commenti (2)

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Calogero Pettineo8 giugno 2010

un bell'inno alla propria terra colmo di particolari che coinvolgono il lettore. l'avrei messa nelle poesie a tema. Molto apprezzata.

Salvatore Ferranti8 giugno 2010

la terra natia domina questa poesia, che è come una storia che si allunga sul verso. e dall'osservazione della natura passa attraverso il filtro dei ricordi, e diventa introspezione. riflessione sui luoghi e sul passato... molto bella e condivisa.