Res nova

Smarrito nel contatto con il mondo
divenni una foresta:
eterno divenire, eterna danza
di fronde che non vogliono radici.
Mi vidi come un uomo a tutto tondo,
si fece buio pesto:
il suono si racchiuse in una stanza
di numeri e concetti, e di matrici.
Nel cielo scorsi il volto dell'amore:
io volli, disperato, andarci dentro,
ma il suolo era più greve del cemento
e muto riecheggiava il mio rancore.
Poi celestiali nubi, nebbia e fumi
ricaddero dall'alto come fiumi
e il cielo scese su di me.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Elfo89
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Calogero Pettineo9 giugno 2010
spesso si cerca invano l'amore, ma quando crediamo che ciò non si avveri ecco il miracolo che scende prepotentemente su di noi a colmare quel vuoto nel cuore. piacevole lettura

