Faceva freddo e le rose gridavano
Faceva freddo e le rose gridavano;
se il vostro sguardo solitario si perse,
non me ne accorsi e vi dimenticai.
Con il congedo del giorno vi ritrovai,
mentre, sotto il cupo giudizio dei salici,
rubavate l'essenza ai fiori per alimentar
la vostra decadente e spregiudicata vanità.
Il grigiore del vostro occhio mi rapi
e mi assali con delicata violenza.
Non volli dimenticarvi, non allora.
Non cosi pensavo di comportarmi.
Tra i veli umidi dell'orgoglio,
non vi menzionai nelle mie memorie,
non intesi schiarire il vostro volto.
I giorni passarono veloci e timidi,
forse troppo. Forse ci amammo?
Le vostre lettere immergevano
Il mio essere sotto strati di logorata metafisica,
forse troppo. Forse mi amaste?
Le candele spegnevano il giorno
e noi vivevamo in balia delle
loro fiamme insicure e travolgenti,
forse troppo. Forse vi amai?
Solo uno sapeva svelare il cuore
dell'altro e ricercarne il Vero.
Solo la luna poteva anticipare
il volto del sole, cornice dei suoi sogni.
I fili d'erba danzarono tutta la notte
e con leggeri sospiri si abbandonarono
ad un pianto di rugiada limpida e lucente
forse troppo. Forse, ora mi state ascoltando...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!