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Riflessioni 12 giugno 2010 · lettura 1 min · 2291 letture

Perché mi trovo qui?

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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In questo posto c'è un odore che non inseguivo Un ardore che non mi infuocava Una porta che devo imparare ad aprire Un compagno che mi deve istruire Perché mi trovo qui? A combatter per chi per qual cosa? Da qui non prenderò il largo Mi han indicato questa strada Ed è qui che devo remare Verso una meta che non bramavo Ma per volontà di altri devo mirare E quando le onde mi travolgeranno? Urlerò, imprecherò, avrà freddo il mio sangue, il mio cuore lacrimerà Ma la mia anima è troppo agile per poter affondare
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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Commenti (10)

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Anna Maria Scamarda12 giugno 2010

Io non saprei rispondere alle domande che ti sei posto, dettate dalle tue riflessioni. Personalmente mi trovo dove mi sarei voluta trovare da molto più tempo prima, ma la mia professione assorbiva sempre la quasi totalità del mio tempo, e, al massimo, riuscivo a realizzare qualche raccolta personale o a carattere prevalentemente didattico. Però l'ardore per la poesia so di averlo nutrito fin da quando ero bambina. Mi alzavo anche di notte spinta dall'istintivo bisogno di esternare i miei pensieri sul primo pezzo di carta che mi capitava a tiro. Ma penso che questo ardore può arrivare anche in qualunque momento nella vita di ciascuno. E per me, tu lo esprimi perché le tue poesie sono bellissime! E soprattutto dettate dal tuo cuore...

Lina Sirianni12 giugno 2010

Ha grande forza quest'anima agile che riesce a scappare senza affondare... Profonde domande si susseguono nei versi e sanno offrire riflessione al lettore... Apprezzata

Silvia De Angelis12 giugno 2010

Grande creatività ed intensa forza d'animo che permettono sempre di rimanere a galla, riuscendo a sfuggire alle insidie, che l'insistente vita, presenta... lirica piaciutissima

Enrico Baiocchi12 giugno 2010

Credo che già in questa lirica hai dato le risposte, quando una nave getta l'ancora in un porto non lo fa per caso né per destino, tu hai scelto il tuo porto dove far provviste e rifornirti di quanto necessario al tuo viaggio. La poesia è un grande salvagente a cui chi più chi meno si attacca per non affogare, a cui tutti affidiamo anche il ruolo di faro.

Moreno il Duca12 giugno 2010

malinconia battente nei tuoi versi ma la grande forza del cuore permette a chiunque di rimanere a galla e non sprofondare, piaciuta

Calogero Pettineo12 giugno 2010

chi non si è posto almeno una volta questa domanda? me la sono posta anche io e come dicono questi versi ho cercato di dare una giustificazione non una risposta.

Non è raro che ci si ritrovi nel luogo sbagliato, a svolgere un lavoro per il quale non ci sentiamo tagliati, o costretti ad un comportamento che non rispecchia la nostra personalità... Ideali, opinioni, competenze, curiosità... Ma proprio quando siamo in procinto di affogare... ecco che ci viene in mente di saper ancora nuotare...

Francesco Luca13 giugno 2010

ennesimo capolavoro di poetica e sensibiltà...applausi infiniti poeta

Daniela Pacelli13 giugno 2010

In questo posto c'è una porta che devo imparare ad aprire, in un luogo nuovo per ricominciare a vivere combattendo per cosa? Ci trova spesso a nuotare in mari che non avremmo voluto vedere, ma ci aprono la porta e li si deve combattere. Nella CHIUSA la volontà di combattere perché l'anima troppo agile non vuole affondare. Bella e intensa riflessione condivisa e molto apprezzata per il consueto stile. Applausoni

L
Loreta Salvatore13 giugno 2010

Davvero imperscrutabile la finalità del nostro esistere. Perché mi trovo qui? Interrogativo angosciante a cui non so dar risposta. Frutto di un disegno provvidenziale o di una cieca fatalità?In sintesi c'è sempre uno iato tra i nostri desiderata e la realtà.Credo che sia importante essere consapevoli della nostra condizione umana, di precarietà e di fragilità.Versi di forte spessore, molto condivisi, che aprono una riflessione complessa. Un capolavoro.