Mondo di statuine
Daniela Pacelli
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Torrida è l'aura
nei pomeriggi adusti di giugno
tra carezze di nivei sorrisi
smaltati su petali di pelle ambrata.
E percorrendo viali fragranti
di melliflue essenze
addotte lungo l'anima
smarrisco la via
affogando nel deserto
muto di emozioni
serrate dietro occhi mascherati
nel carnevale chiamato VITA.
Come rami
che frustati dal vento
ritraggono braccia allo stelo
così io
raccolgo lo sguardo
tuffandomi nella mente del mio mondo.
Effimera bellezza
dipinge di setose pailette
mura di confini umani
sgretolandosi nel vuoto del pensiero
buio come un ciel senza stelle.
E rimango orfana
dei sogni miei
che ritrovo
frugando tra amiche tasche
nell'universo che mi appartiene.
©
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L'autore
Daniela Pacelli
Commenti (2)
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Raggioluminoso13 giugno 2010
Vita come teatro negli echi di un carnevale a mascherare le vere emzoioni che ormai ci rendon canne al vento che porta al nulla. Ma per fortuna ci sono ancora quelle tasche da cui attingere la forza per continuare ad andare avanti. Una lirica molto significativa e intensa. Piaciutissima!
D
Domenica Carrozza13 giugno 2010
"E rimango orfana dei miei sogni che ritrovo...", i sogni sono i fiori del nostro mondo interiore, se qualche volta pensiamo di averli persi, poco dopo scopriamo che son lì, nelle nostre tasche dove nessuno mai può entrare a cancellarli... Sentita, molto bella!

