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Riflessioni 13 giugno 2010 · lettura 1 min · 3570 letture

Follia

Anna Maria Scamarda 386 poesie pubblicate
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Ed ella che pensava D'aver conosciuto il dolore E il sole di pietra E le notti Costellate di spine. Ora che le sfilavano davanti Passerelle di spettri viventi. Cadenzati da un ritmo lento E sempre uguale. Gli occhi sgranati nel vuoto... Nessuna chiave nelle stanze, Neppure in quelle dei bagni. Da basso, la grande sala da pranzo Scodellava porzioni di pianto Esalando volute di cupo dolore; In un silenzio che urlava a tamburo battente l'angoscia sui muri. E quell'anime, su quel cielo Costellato di spine, Entravano ovunque; Implorando il miraggio d'un tenue spiraglio di luce. Ed ella le amò. Per un tempo del cuore Che le parve infinito... Era lì, Deliberatamente. Senz'essere pazza. Senz'altre alternative Che il rifugio d'un luogo di follia. Poi, più nulla... Solo un vuoto nel pensiero.
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I versi traggono ispirazione dall'esperienza vissuta da una cara amica. Per fortuna, superata. Anche se credo che determinate esperienze segnino indelebilmente il percorso di una vita. Non dimentichiamo che lo stalking, fino a non molto tempo fa, non era considerato reato. Pertanto, non punibile dalla legge. E che le donne, ancora oggi, non trovino la forza di denunciare i loro persecutori affetti da gravi patologie psichiche.

L'autore
Anna Maria Scamarda
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Commenti (8)

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Silvia De Angelis13 giugno 2010

Versi meravigliosi che si soffermano sull'atroce sofferenza di una donna perseguitata da un qualcuno che non dà tregua alla sua anima... Ottima forma poetica ed intensa musicalità in una lirica apprezzatissima

Rita Minniti13 giugno 2010

Al di là dell'argomento che è di per se struggente, è una poesia scritta con indiscussa bravura. Incisivo ogni verso e cadenzato, riesce a delineare il dolore che in esso è racchiuso e in maniera profonda. La musica a corredo, tra l'altro bellissima, accompagna il testo senza fare troppo rumore, così come è giusto che sia, su queste parole, dettate dall'anima e lasciando che i versi si assaporino in tutta la loro intensità!

A
Arelys Agostini14 giugno 2010

Poesia struggente che mi ha colpito profondamente... quella pennellata di dolore chi parla della sofferenza di una donna. Un dolore vissuto e non dimenticato, perché quando se ha provato queste tipo tortura e impossibile cancellarlo della mente... Solo il vuoto del pensiero lo porta via. Apprezzatissima lirica.

Doraforino14 giugno 2010

Versi di grande fattura stilistica che parla dello stalking, ai danni delle donne che vengono perseguitate da uomini disturbati psichicamente... Deve essere una cosa terribile per chi subisce questa violenza psicologica.

Raggioluminoso14 giugno 2010

Una lirica composta mirabilmente per denunciare un fenomeno alquanto doloroso. Purtroppo, alcune esperienze segnano la mente per sempre e nulla è mai più come prima. Splendida poesia!

Salvatore Ferranti15 giugno 2010

lo stalking è un reato, eccome- secondo me dovrebbero mettere delle pene molto più severe di quelle che ci sono attualmente. perché fare stalking è da meschini... bella poesia, molto apprezzata, sia nel contenuto che nello stile.

Antonella Scamarda15 giugno 2010

Sconvolgente e bellissima Poesia... C'è un tale struggimento nei versi e nelle immagini che "quel vuoto",si conficca come spina nell'anima... Tema perfettamente centrato... Sul pregio dei versi non mi soffermo... si commentano da soli!

G
Gianny Mirra20 giugno 2010

Questa splendida poesia mi ha commosso profondamente. Il vuoto, l'angoscia, la sofferenza psichica sono magistralmente rappresentati nella loro amarezza. La follia è la pena più tremenda soprattutto quella lucida, perché ti accorgi di impazzire ma non riesci a fermare la terribile discesa. .