Mi vestivo d’aurora
Anna Maria Scamarda
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mi vestivo d’aurora
per rischiararti la notte
la tua paura
sotto la corazza del potere
che non sazia
e non dispensa amore
anche quando ti graffiavo
per domare la "bestia" che c’e’ in te
non mi lasciavi altra scelta
era nel tuo bisogno narcisista
invece mi hai uccisa
nell’anima -barando-
ed ora sanguino
nel mio letto inerme di sogni
di speranze
e di tutti i colori della vita
eppure - dentro di me -
non ha mai smesso di splendere
l’arcobaleno
e tu - dimmi- cosa ne e’ stato
del tuo corpo tumefatto
in un dolore nascosto
come un cancro che ti divora
forse scomparso -nel tuo silenzio -
dissetato alla sorgente
della mia purezza
mentre io giaccio dissanguata
dalla tua voracita’
forse disperso fra i misteri della vita
che non ti chiederanno il conto
finche’ non morirai
come puoi sopportarne il peso!
ti avrei difeso fra mille tempeste
poi - principessa fra le stelle-
ti avrei visto corrermi incontro
sul tuo cavallo bianco
protetta -per sempre -
dal tuo cuore di farfalla
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (1)
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gabriele vacca7 marzo 2019
Meraviglioso intreccio di versi, che parlano di un amore ingrato. Complimenti Bye be
