La carezza della solitudine
laura marchetti
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Quante volte
l'ho incontrata,
i suoi silenzi,
la sua malinconia.
A volte seguita, cercata,
l'ho implorata,
in mezzo all'incomprensione
e al rumore della vita,
mare in tempesta.
Lei sprezzante e austera,
mi ha sfiorato con lo sguardo,
concedendosi,
ma dominando la mia volontà.
Perdersi tra le sue braccia,
mi sono lasciata avvolgere,
accarezzare, comprendere.
Mi ha stretto fino quasi
a togliermi il fiato,
l'ho respirata
fino a non poterne più,
per poi fuggire da lei,
amica, nemica.
Essere incompresa il suo destino
di chi l'ha incontrata,
di chi la incontrerà.
L'ho posseduta e lei possiede
me, dentro la mano
che lentamente apro
alla sua carezza,
di una vuota solitudine...
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L'autore
laura marchetti
Questa sono io Ho sempre odiato il freddo e il gelo, penso sempre ai senzatetto, agli animali abbandonati e se Gesù Bambino fosse nato ad agosto? Forse non avrebbe espiato le colpe di un mondo sempre più assente, forse non ci sarebbe il Natale. Avrei voluto nascere in primavera, dentro la sua poesia, ma la vita mi ha
Commenti (2)
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Marco Monti13 giugno 2010
pensieri profondi in questa bellissima lirica! la solitudine che ci possiede, come noi possediamo lei... bellissima!
Salvatore Ferranti14 giugno 2010
la solitudine, quando ci prende non ci lascia più andare- ma la voglia di vita deve prevalere sempre, ed ad ogni costo. una poesia che mi emozionato, per l'andamento dei versi, che trovo molto densi ed evocativi, e per l'argomento trattato. poesia molto apprezzata e condivisa.


