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Introspezione 14 giugno 2010 · lettura 1 min · 6460 letture

Volevo regalarti un sorriso

G
Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Nessuno nasce marito, nessuno nasce padre, non sei stato nemmeno amico, della mia infanzia, dei miei segreti. Le mie risposte, le ho trovate da solo, tra mille sbagli, e fiumi di lacrime; nessuno insegna ad amare, ciò che hai generato, ed intanto, si affonda nella solitudine. Le tue difficoltà, a raccogliere il buono, l'assenza asfissiante, come se tu fossi un fantasma; io un padre non ce l'ho, tu non me lo hai mai dato, sono stato sempre da solo, con il mio piccolo cuore in mano. Potevi essere il mio raggio di sole, il timone, della mia insicurezza, io un padre non l'ho mai avuto, che mi abbia dato tenerezza, una pacca sulla schiena, un po' di coraggio, la spensieratezza. Guardavo gli altri, fuori dalla scuola, i papà gli aspettavano con allegria; io, volevo regalarti un sorriso, tu mi hai dato, tanta malinconia, e la tristezza, dipinta sul mio viso.
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A volte essere dei genitori è difficile. Non sempre viene naturale essere padri.

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L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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Commenti (7)

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Berta Biagini14 giugno 2010

Versi che non si possono fare a meno di rileggere talmente entrano nel cuore – è proprio vero, fare i genitori non è facile – difficile riuscire a dare tutto l'amore che un figlio ha bisogno – questo quanto desidera esprimere questa poesia molto molto toccante e commovente. Sentitissima.

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Dalassa14 giugno 2010

E' sempre toccante leggere sull'assenza delle figure genitoriali nella vita dei figli. Un padre assente fisicamente o metaforicamente nella crescita di un figlio crea profonda insicurezza e solitudine. Tutto si risente come inaccettabile pero, da un piccolo spiraglio, passa a volte l'enorme compassione che muove in età adulta, verso un genitore che forse da bambino ha ricevuto lo stesso trattamento. Bella lirica che evoca una miseria di vita che turba gli animi da tempo infinito.

Kiaraluna14 giugno 2010

Non è mai facile essere genitori, molti non ci sono nemmeno tagliati e non sanno dare quell'universo che ogni figlio si merita. So cosa vuol dire essere figlia malnutrita d'amore... ma anche quanto sia arduo saper dare quel Tutto ad un figlio a cui il Tutto non basta mai. Dolorosamente bella... da encomio.

Calogero Pettineo14 giugno 2010

ci si scontra con un argomento che penso trovi tutti d'accordo: la difficoltà di essere genitore, dar insegnamento ai proprio figli e rimanere dentro dentro con l'angoscia e nell'insicurezza di aver fatto la cosa giusta, metter freni all'irruenza della goivetù laddove si crede possano far del male e poi chiedersi se ne valeva la pena. molto apprezzata.

Daniela Ferraro15 giugno 2010

Prima di mettere al mondo dei figli, dovrebbe ciascuno farsi un esame di coscienza, chiedersi" Saprò fare il padre/la madre? I figli sono sempre il frutto o di un atto di egoismo (autoaffermazione nel proprio proseguo nella prole) o di piacere personale (l'atto sessuale non protetto) mai di altruismo (faccio il regalo della vita). Ma, nel momento in cui, senza loro richiesta, li si mette al mondo, dovrebbe essere, almeno, un preciso DOVERE, se non altro, per i genitori quello di seguirli all'interno della loro crescita aiutandoli, sorreggendoli, magari, almeno, con un po' d'affetto... Hai toccato una corda per me molto dolente che anch'io ho epresso qui poeticamente verso una madre che nulla ha da invidiare a tuo padre... Ti sono solidale.

mario calzolaro18 giugno 2010

Compiti genitoriali e ...dolore. Bella, profonda, molto apprezzata!

Triste26 giugno 2010

Verso dopo verso si srotola la tristezza per il non avuto... Una ferita lacerante che ancora, malgrado il tempo, continua a lacrimare. Essere padre e non riuscirci... essere figlio e sentirne tutto il peso ed il disagio. Mi risulta difficile comprendere appieno una realtà così grave e assurba... almeno per me, che non l'ho vissuta. Ma questi versi, così leggeri e allo stesso tempo pesanti come macigni, spiegano bene il dolore e l'amarezza... e ci si sente coinvolti, sino in fondo, dispiacendosi. Bellissima Poesia.