L'albero.
Ritto e immobile stai, come un guerriero spento,
mentre lasci suonar le tue foglie nel vento;
dal tappeto d'ombra che sull'erba hai ricamato
osservo il tuo splendor, saggio uomo addormentato.
Sinuosa è la curva dal tronco disegnata
come una scala che al ciel sale incantata,
solidi rami che volgon verso l'alto
dai quali un uccellino spicca un salto,
sembrano mani, all'infinito tese
con foglie come stelle sempre appese.
Arcigno e tenace a volte puoi sembrare,
ma solo agli occhi di chi non sa guardare,
nell'animo tuo, fedele amico d'ogni giorno,
che lasci che la vita ti scorra tutt'intorno.
Dal profondo della terra inizia il tuo cammino
dalle tenebre al ciel, fino al Divino
e lassù, nell'azzurro, dove tutto risplende
anche il sole che t'ama coi suoi raggi ti prende,
t'accarezza, ti scalda, sorride e t'ammira,
mentre un fiore si stacca, s'invola e poi vira;
sul cuore mio dopo un dolce volo atterra
e per un istante nel mondo non vedo più guerra,
ma pace, armonia e volti felici
di uomini pronti ad essere amici.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
