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Dialettali 19 giugno 2010 · lettura 2 min · 3133 letture

Rino e il Leone

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Nella foresta c'era la ribotta. (1) In bella mostra sopra un verde prato c'era di tutto, c'era lo stufato, c'era i tortelli e c'era la rìotta; c'era perfino un coscio di montone che ir còo, un vecchio gufo gobbo e strano, siccome di natura era rufiano, teneva in cardo per il Re Leone. E lui ruggì e prese la parola: - Camerati! Ci sémo 'vì riuniti, non solo per da' sfogo all'appetiti, ma per un gesto bello che consola: ir nostro amico Rino eppo' Ceronte, stufo d'ave' le 'orna sulla fronte, si sposa. Allora, via la tarantella! Ci ballo prima io colla su' bella! - Però il Rinnoceronte, assai incazzato, sur subito ti fece un grande grido: - Agguanta un po' la maglia, nun mi fido! Ci ballo io che sono ir fidanzato! Sei furbo e ti 'onosco; sei il Leone però non fare troppo ir pottaione (2) con le donne dell'artri; s'un lo sai, le devi lascia' sta, sennò son guai! - Il Leone pensò. - Ora lo sbrano! Ma du' metri di 'orna del rivale ni fecero pensa: - Se mi va male, finisco sbudellato. Andiamo piano! E per esse' siùro di calmàllo, - Balla- ni disse - te! Mi sente un callo, po' devo porta' a casa la mi' zia! - Capito che vor dì dipromazia? 1: pranzo fra amici 2: vanitoso, cascamorto
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I prepotenti scelgono le loro vittime. Poiché sono vigliacchi, se c'è la possibilità che le cose si mettano male, sono pronti a fare marcia indietro. Ho avuto un Capufficio che urlava con tutti. Gli promisi, a quattrocchi, che lo avrei battuto nel muro. Da subito cominciò a rivolgersi a me con la massima cortesia! O come mai? Forse perché andavo in palestra e avevo dei bei muscoli distribuiti su 120 kili di peso per m. 1 e 92 di statura? Quartine di endecasillabi in vernacolo livornese.

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (6)

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Barbara Golini19 giugno 2010

quant'è bella e quant'è vera questa tua di stasera!

Raggioluminoso19 giugno 2010

Una fiaba strepitosamene significativa. Bella e non solo. Insomma si legge con il sorriso sulle labbra e grande è l'insegnamento donato. Splendida!

C
Catello Apuzzo19 giugno 2010

Verità espressa in versi Quando ti fai agnello il lupo ti mangia. I soprusi ci saranno sempre purtroppo e chi non è rinoceronte è costretto a limitare i danni Molto realistica

Aldo Bilato19 giugno 2010

forti coi deboli e deboli coi forti... almeno pensan loro... e ne conosco tanti... cià.

Ne conosco tanti, anche nel mio ambiente, ma quel che è peggio è che queste dinamiche si stanno verificando ormai anche tra i ragazzi. Un gruppetto di mei scolari, in terza elementare, aveva fondato un "club" a pagamento, per i compagni più insicuri, che vendeva suggerimenti durante le prove di verifica... Ma quando il più "pesante" delle vittime designate minacciò di aspettare i gruppetto fuori da scuola...

Anonimo Segreto22 giugno 2010

Credo nelle fiabe, in chi dipinge il mondo con splendida fantasia. Gioca con le parole e le nuvole sapendo di atterrare in praterie dove leoni e tigri riposano beate.