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Sociale 27 giugno 2010 · lettura 1 min · 3075 letture

Precari, un giorno qualunque

G
Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Era maggio, i gigli erano in fiore, un passero si posò sulla finestra, ed i tuoi occhi fissavano il cielo. Foto sparse sul pavimento, da bambina su una spiaggia assolata, sul tavolo, le bollette le tasse da pagare, annunci di lavoro cerchiati di rosso. Numeri di telefono sempre occupati, fax intasati dall'indifferenza, troppo professionale o troppo vecchia, ''Siamo al completo, ci dispiace.'' Una farfalla si posò sull'avviso della banca, ''conto in rosso', lo sgomento, graffi di unghie sulla busta; i figli a scuola, un marito depresso, la tassa integrazione già finita, quaggiù gli angeli non arrivano, ad alleviare il dolore. Sulla parete una macchia di umido, vicino alla cornice a giorno, insieme sulla collina; volavano le rondini, sorridevi all'azzurro, con in mano la speranza, e le lacrime nel cuore. Un giorno qualunque, il tramonto tinse di rosso il vestito, e tu dondolavi, ad una corda attaccata al soffitto, il gatto guardava in su miagolando afflitto, dalla mano ti cadde, una madonnina d'argento, ed una rosa bianca, sul cuore.
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Cosa ne sarà dei milioni di precari che il governo lascia soli a se stessi?

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L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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Commenti (4)

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Kiaraluna27 giugno 2010

Topi senza fogne alla mercè di gatti famelici e ingordi... questo il destino di chi non ha, per nascita, il diritto alla sopravvivenza. Grande, immensa poesia, condivisissima.

Raggioluminoso27 giugno 2010

Leggere questa poesia: un colpo al cuore. Quanti sono i problemi del mondo e qui ne è stato messo in versi uno, uno dei drammi che vengono vissuti. Molto ci sarebbe da dire a riguardo. Lirica totalmente condivisa. Un grazie a questo autore per aver portato in evidenza un argomento così importante e drammatico.

Frustata in pieno volto, pugno dritto nello stomaco! Non siamo una società solidale, ognuno coltiva unicamente il proprio giardinetto e non si occupa di guardare negli occhi il suo vicino. lavoro nella scuola pubblica, devastata, massacrata... E di precari ne vedo tanti...

M
Maria Rosy27 giugno 2010

E quanti ne ho visti con la disperazione negli occhi. Sostenere quello sguardo posso assicurarvi che non è facile. Eppur qualcuno deve aiutare ma le parole sono inutili per chi ha famiglia da sfamare. Grande e incisiva poesia